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sabato 19 ottobre 2013

Cuore colombiano ... anche questa è Colombia!

…probabilmente molti, leggendo il titolo dell’articolo ed avendo visto o letto dei successi della nazionale calcistica colombiana, collegheranno il “cuore” allo 0-3 / 3-3 di Colombia-Cile... e invece no. Prima di tutto perché il titolo completo dell’articolo voleva essere “cuore colombiano e meccanica for dummies … anche questa è Colombia”, ma era troppo lungo … e poi perché in questo blog, almeno per il momento, non si parlerá di calcio, visto che fin da bambino non ho mai avuto la passione per detto sport. Mentre i miei coetanei di 7-8 anni impazzivano sui campi di calcio, io andavo a giocare sui diamanti di Parma e provincia. Certo le partitelle con gli amici erano un must imprescindibile, ma la mia voglia di calcio si fermava a quelle. Poi, abbandonato il baseball, é stata la volta dell’amore della mia vita … il karate … ma questa é un’altra storia.

Mazda 323 coupè... tipo questa...













Io ho una macchina (oh beh … in realtá appartiene a mia moglie) abbastanza vecchiotta, meccanicamente parlando (un Mazda 323 coupé del 1994), alla quale sono (siamo) affezionati perché ci porta ovunque, non consuma molto, non é costosa da mantenere, é compatta, leggera e potente quanto basta da non avere problemi con qualsiasi tipo di viaggio sia necessario… anche quando affronta percorsi impegnativi come la linea (i signori di Mazda sono liberi di pagarmi quando vogliono) … non le rompono gli specchietti per fregarseli quando si é fermi ai semafori della calle 19 (specialmente dopo la kra 30 direzione barrio La Candelaria)... e cosí via.

Peró, peró … ha i suoi anni e conseguentemente ha le sue manie e i suoi limiti e almeno una volta l’anno ci lascia a piedi. A volte é capitato in garage … e fin qui niente da dire … ma a volte si ferma o ha dei problema meccanici nel bel mezzo del traffico delle ore di punta di Bogotá. La cosa strana é che normalmente le persone che vivono guidando nel traffico di Bogotá, sono stressate oltre misura (piú che comprensibile) e suonano e si inca**ano per qualsiasi cosa … ma non quando c’é un auto in panne. Probabilmente é capitato a tutti quanti, qui, di restare bloccati in mezzo al traffico e quindi, in una sorta di compassione universale, tutti quanti passano dalla seccatura del momento alla premura di sapere se al malcapitato va tutto bene o all’indifferenza normale in qualsiasi tipo di megalopoli.

Immagine presa dal sito "Quattroruote".












Non voglio parlare dei secondi, ma della sorpresa di incontrare i primi … auto che si fermano e chiedono se si ha bisogno di qualcosa … tassisti che parcheggiano davanti all’auto, scendono, sfoderano attrezzi meccanici e vedono se riescono a risolvere il problema … motociclisti che sostano e chiedono se si ha bisogno di una gru … passanti che si offrono di aiutarvi a spingere la macchina fino ad un sito meno scomodo per armeggiare sotto il cofano ma sopratutto per evitare un “parte” (multa) da parte dei “chupas” (polizia di transito … ma non li chiamate cosí) … fino a trovare addirittura dei meccanici che stanno uscendo da lavoro e si fermano per trattare di aiutare.

In questo senso parlo di “cuore colombiano”. Dove vi é mai capitato, in una megalopoli, di incontrare persone che vedendo un’auto ferma si prodighino nel cercare di aiutare a risolvere un problema? Certo alcuni amici colombiani mi hanno avvisato che anche in questi casi non c’é da “dar papaya” (guardatevi il video del link =) ) … quindi tenere d’occhio le proprie cose per non trovarsi poi la sorpresa di non ritrovarle … ma in realtá, per l’esperienza che ho avuto fino ad oggi, é proprio la voglia di rendersi utili ed aiutare che spinge queste persone, perfetti sconosciuti, a comportarsi come dei buoni samaritani. Accade proprio a Bogotá ... nove milioni di anime … perché fondamentalmente, sotto il callo che ci si fa a vivere in un mostro di cittá, i colombiani continuano a vivere con nell’anima la parola che si usa nelle pubblicitá su questa terra: “pasión”.

Il logo conosciuto da tutti nel mondo...



















Ma a questo punto potreste anche domandarvi: dov’é che si parla di meccanica for dummies? Ora ci arrivo. Dovete contare che uno dei pregi della Colombia é che non si butta via nulla… tutto si puó sistemare… che si tratti di scarpe, vestiti, giocattoli per bambini, computers, c’é sempre il modo di fare un rappezzo alla bene e meglio ed in qualche modo e continuare a usare l’oggetto in questione. E questo vale anche per le automobili. Quando sono arrivato in Colombia, cinque anni fa, meccanicamente ero davvero un dummy … quando succedevano certe cose avrei potuto mettermi seduto con espressione vacua e con un cerchio giallo-nero sulla fronte, attendendo l’ineluttabile, perché anche aprendo il cofano dell’auto non avrei saputo dove mettere le mani…

....ooooook, Giova! Ya casi, ya casi...

















…ma in cinque anni le cose sono cambiate… adesso, per lo meno, capisco dove sto mettendo le mani e per cosa … e almeno sono in grado di risolvere i problemi base di meccanica automobilistica. Ho imparato a difendermi anche su cose un po’ piú complicate, ma non senza i giusti attrezzi … e sono stato facilitato anche dal fatto che i colombiani che mi hanno aiutato a “desbarar el carro” in questi anni, sono stati dei buoni insegnanti. A questi buoni samaritani piace molto socializzare e intendendo le mie difficoltá con la meccanica, si sono sempre prodigati di spiegarmi per filo e per segno che cosa stavano facendo e perché lo stessero facendo.

Una delle cose piú geniali in fatto di meccanica, peró, l’ho vista fare da un ragazzo che stava lavorando trasportando alimenti per la universitá Javeriana. Sulla carrera settima.

E' successo all'altezza del numero 44 ...









Mattina come le altre per andare in cantiere dall’altra parte della cittá … sveglia alle cinque e un quarto di un giovedí mattina, posizione del pensatore sul bordo del letto per dormire cinque minuti in piú sognando la morbidezza del cuscino appena abbandonato, preparare lo zaino, pensare a cosa devo portare in cantiere quel giorno a parte la frusta, doccia per sembrare meno zombi, chiavi e “papeles” del Mazdita (la moto doveva fare la tecno - mecánica) e via andare! Bogotá ha un certo non so che di magico a certe ore della “madrugada” per via delle strade quasi deserte (potrei dormire di piú, ma é sufficiente uscire 15 minuti dopo per ritrovarsi in una bolgia da girone dantesco) e perché si possono vedere spicchi di cittá altrimenti invisibili … ma soprattutto l’aria “sa” (quasi davvero) di alta montagna. Sará che mancano gli immancabili gas di scarico dei bus.

Arrivando all’altezza della ventisei con settima si comincia a vedere un po’ piú di traffico, ma niente di anormale … solite busetas che viaggiano in terza corsia e si mettono di traverso fra questa e la prima corsia per caricare / scaricare le persone … e proprio per evitare uno di questi impuniti, passo in terza corsia e spingo a fondo sull’acceleratore per sorpassare quando sento un “toc” che mi piace molto poco e mi accorgo che l’acceleratore va a fondo ma i giri del motore diminuiscono. Sapendo giá che il problema é il filo dell’acceleratore accosto al bordo della prima corsia. Probabilmente sarebbe successo anche dopo, ma mi son tolto lo stress nominando invano la mamma del busetaro almeno un paio di volte. Scendo a motore acceso, chiudo la portiera, apro il cofano, guardo … effettivamente la guida é ancora al suo posto, ma tirando il filo, la molla resta ferma. Ok … appurato che si é tranciato il cavo dalla parte dell’abitacolo, faccio per rientrare in macchina e mi resta in mano la maniglia della portiera. Chiavi inserite, cellulare dentro, l’altra porta chiusa con la sicura.

Non è anormale vedere degli incidenti assurdi con protagonisti i "busettari".







Qui é dove é cominciato il carosello dei buoni samaritani … tutti di buon cuore e tutti dotati di buone intenzioni, ma purtroppo nessuno poteva aprire una macchina chiusa. C’é anche chi é sceso con un mazzo di chiavi per provare ad aprire la serratura … ma il Mazda ha le “chapas de seguridad” e ci vuole una chiave speciale per aprirlo… finché mezz’ora dopo arriva un passante che viveva lí a due isolati, assorto e compassato ascolta il problema e mi dice: “listo, ’perame”. Sparisce e torna dieci minuti dopo con una riga di metallo… la ficca fra il vetro e la portiera e bam! Apre la macchina e mi aiuta a spingerla fino ad una baia lí vicino. Gli ho offerto la colazione … mi sembrava il minimo!

Comunque, in situazione di maggior sicurezza per il traffico e i chupas, riapro il cofano e mi metto a pensare a cosa posso fare finché mi si avvicina il ragazzo di cui sopra che stava spingendo il carrello con gli alimenti da portare alla Javeriana e mi chiede qual’é il problema... spiegazione... risposta: “me regalas el cordòn de los zapatos, porfa”? Toglie la guida del filo dell’acceleratore, stacca la molla, fa un paio di nodi al laccio delle scarpe, lo fa passare intorno al “supporto della farfalla” (non so come si chiami in italiano, in realtà), ricollega la molla, manda il laccio dentro l’abitacolo e lo collega al pedale dell’acceleratore ... esce fregandosi le mani e dice: “listo papà, hagale” ... non ci crederete mai, ma ... funzionava!!!! Peccato non aver fatto delle foto per mostrarvele. Un gioiello di meccanica-fai-da-te.

Spengo la macchina ed esco per ringraziarlo ed almeno sdebitarmi in qualche modo, ma era già scomparso. =O Anche questa è Colombia... =)

lunedì 24 giugno 2013

Omologare e convalidare un titolo di studio

Prima di scrivervi l'articolo, un annuncio di servizio: per favore, evitate di scrivere commenti autocelebranti la vostra attività, o pubblicitari del vostro mestiere o del vostro sito web nei post. Tanto non ve li pubblico. Se volete essere pubblicati, mi contattate, vi fate conoscere, portate esempi tangibili dei vostri "successi" (per capire che non siete i truffatori di turno) ... e solo dopo arriverà la pubblicazione. Grazie.

Prendendo spunto dalle domande di alcuni di voi ho capito che c’è un po’ di confusione su come si convalida/omologa un titolo di studio in Colombia, ma soprattutto non si sa dove farlo, come farlo, che documenti portare ... quindi vediamo di affrontare l’argomento passo passo e fare un po’ di luce.

Innanzitutto "omologare" è diverso da "convalidare" ... nel primo caso non si è in possesso di un titolo di studio vero e proprio, ma solo di esami/crediti che vogliamo abilitare per proseguire la carriera di studi in una università colombiana, mentre nel secondo caso si è in possesso di un titolo di studio e si richiede di accreditarlo per ottenerne il riconoscimento in Colombia. L’omologazione, a differenza della convalida, non la fa il "Ministerio de Educaciòn Nacional" ma la fa qualsiasi istituto scolastico o universitario ... perciò si possono anche trovare differenze notevoli fra un istituto e l’altro ... apro una parentesi.

Il Ministero preposto alla convalida dei titoli di studio.














Alcune università, per omologare i crediti/esami, richiedono che non abbiate abbandonato da tot anni (di norma cinque), altrimenti vi faranno ripetere totalmente la carriera senza riconoscervi nulla. Altre invece estendono il termine fino a dieci anni, ma con delle sorprese... vi riconoscono gli esami "secondari" e vi fanno ripetere i principali o al loro posto richiedono un contorno di materie che nulla hanno a che vedere con la carriera in sè. Ci sono stati casi nei quali (nel mio settore) non hanno omologato "composizione" (esame cardine di Architettura), ed al posto dei crediti mancanti han richiesto quattro esami di "etica", tre di "epistemologia", due di "vattelapescaggine" (insomma, vaccate). Il senso? Non saprei dirvi, ma ... non sono qui per fare polemica... proseguiamo.

La domanda che ci si può porre in alcuni casi è: ma sarà che la mia laurea, diploma, titolo, eccetera, verrà convalidato in Colombia?

Al Ministero avvertono che è difficile poter fare uno studio a priori a causa della quantità spropositata di titoli di studio che esistono nel mondo, quindi di non domandarlo a loro ... semplicemente bisogna vedere se la propria laurea, diploma, laurea breve, eccetera, è riconosciuta dalle istituzioni ministeriali del proprio paese (in alcuni casi valgono addirittura le lauree online o a distanza). Nel caso in cui il titolo sia riconosciuto, ma non esistano precedenti convalide, avvisano che vi potranno sottoporre ad un eventuale esame di legalizzazione o esame accademico per potervi consegnare la convalida. Parlo di "precedenti" perchè è il sistema più usato per poter legalizzare un titolo di studio ... quando ero stato a convalidare il mio titolo, risulta che qualche anno prima vi fosse stato già un precedente per la stessa laurea e la stessa università ... quindi niente esame ... insomma m’è andata di chiappa!

La biblioteca "Virgilio Barco" dell'architetto colombiano Rogelio Salmona.
Comunque ve la faccio semplice, parlandovi di "precedenti", ma in realtà quello che faranno saranno una valutazione giuridica ed una valutazione accademica del vostro titolo di studio. Cito: "…con el Análisis Jurídico se evalúan aspectos tales como la naturaleza jurídica de la institución que otorga el título, la naturaleza jurídica del título otorgado y el reconocimiento de la metodología bajo la cual se desarrolló el programa académico cursado por el solicitante. Con el Análisis Académico de los estudios cursados por el solicitante, se determina que éstos sean razonablemente equivalentes a los ofrecidos en Colombia. En este sentido, los estudios son objeto de una evaluación académica por parte de pares expertos, que teniendo en cuenta el contenido del programa, la intensidad horaria, el número de créditos, los trabajos de investigación, si es del caso, entre otros, determinan la denominación y la equivalencia de los estudios cursados...".

Ok, cosa devo fare per convalidare il mio titolo di studio tanto sudato?

Riunire tutti i documenti e portarli all’UAC (Unidad de Atención al Ciudadano) del Ministerio de Educación Nacional che si trova nella Calle 43 n° 57-14 a Bogotà, nella quale vi daranno uno username e una password per seguire in via virtuale lo stato della convalida. In ogni caso vi chiameranno o vi manderanno una mail quando sarà il momento per andare a ritirare i documenti con convalida.

Ricordate che TUTTE le traduzioni vanno "apostillate" dal Ministerio de Relaciones Exteriores (che si trova qui a Bogotà).

















Va bene ... e quali sono i documenti che devo riunire?

Il formulario apposito (lo trovate qui).

Fotocopia del diploma del titolo che deve essere con apostille italiana, tradotto al castigliano e traduzione con apostille colombiana.

Originale o fotocopia del certificato di qualificazione o del piano di studio, rilasciato dall’ente nel quale avete studiato (con apostille italiana, tradotto al castigliano e traduzione con apostille colombiana).

Fotocopia del vostro documento di identità (cédula de extranjería o passaporto).

La ricevuta di pagamento della convalida che deve essere a nome vostro anche se avete mandato qualcun altro in banca a pagare al posto vostro.

Per i master o i dottorati consigliano di consegnare anche la copia del lavoro di investigazione o della tesi di dottorato.

Tre postille: nel caso in cui non abbiate il certificato di qualificazione o piano di studio, potete richiedere alla vostra università di inviarlo direttamente al Ministerio de Educación Nacional; ricordate che il traduttore che vi traduce i documenti non può essere un amico bravo a tradurre, ma deve essere qualcuno riconosciuto dal Ministerio de Relaciones Exteriores; tutti i documenti dovete presentarli rilegati ed in apposita carpetta ... cito: "...debe presentar los documentos requeridos en una carpeta celuguía debidamente legajados..."

Questa è la "carpeta celuguía".



















Ho capito ... e quanto costa?

Per il 2013, autenticare una laurea costa 432.000 pesos, mentre un master ed un dottorato costano 491.000 pesos. Ovviamente non vale portare tutti i documenti insieme ... al Ministero specificano che ogni titolo va considerato a sè. Quindi se dovete convalidare laurea, master e dottorato sono 432+491+491 e buonanotte al secchio. Dovete pagare nella banca BBVA, cuenta de ahorros 31000016-1 codice 11 per lauree, codice 17 per masters e dottorati ... e ricordate che la ricevuta deve essere a nome di chi richiede la convalida.

E dove trovo un traduttore riconosciuto dal Ministerio de Relaciones Exteriores?

Lo trovate qui, è sufficiente inserire alla voce "Idioma": Español - Italiano - Español , cliccare su "buscar" e come per magilla ... ecco la lista dei traduttori ufficiali! 

Perchè hai parlato solo di titoli di studio quali lauree, masters e dottorati e non hai citato i diplomi di scuola superiore?

Perchè in realtà la convalida si fa solo su lauree, masters e dottorati... per i diplomi non saprei cosa dirvi. Il Ministero non dà soluzioni in merito e riporta solo che non li convalida e punto.

In definitiva ... vorrei chiudere dicendo che noi italiani siamo anche fortunati, visto che la stragrande maggioranza dei nostri titoli di studio viene riconosciuta a livello Colombia ... un po’ meno fortunati sono gli amici colombiani quando arrivano in Italia e devono far riconoscere il loro titolo, che il più delle volte si traduce in un vero e proprio calvario per non ottenere nulla. Certo è che le cose stan cambiando, e un articolo che pubblicai un po’ di tempo fa lo conferma: l’Italia è uno dei paesi stranieri che sta, piano piano, accettando titoli di studio ottenuti in Colombia. Comunque, per qualsiasi dubbio, potete anche consultare questo link (link ufficiale del Ministero) sul quale troverete anche altre informazioni sulla omologazione/convalida. Un saluto ... a presto!

lunedì 15 aprile 2013

Cultura di Colombia: Bogotá

Ricordo ancora con un sorriso quando presi la decisione di venire a vivere in Colombia. Il sorriso fu più che altro per i commenti che qualcuno mi faceva a controcanto quando comunicavo che volevo venire qui ... in questa terra quasi sconosciuta e quasi dimenticata dalle tradizionali rotte turistiche: ma ... e ci sono le strade là? Ma ... e vai a vivere in mezzo alla foresta? Ma ... e le case esistono? Ma ... e là sono tutti mulatti? Ma ... e la violenza? Ma ... e la droga? Ma ... e ci vai senza sapere la loro lingua (forse si riferivano al Arawac, al Chibcha o al Caribe)?

Ora ... qualcuno lo diceva per prendere per le chiappe, ma qualcuno ci credeva davvero!! Al che io sorridevo e dicevo: ma gente, geneticamente proveniamo da un popolo di grandi esploratori e cadiamo su queste ovvie banalità da pantofolai che ignorano che il mondo è andato avanti dai tempi di Colombo? E quindi ... quest’articolo è anche per voi ... che ignorate che la città dove vivo è una città tutta da vedere, vivere e scoprire. Mancate solo voi, per visitarla, proprio come in questo video degli Aterciopelados. E allora ... Bogotá ... in un video musicale!

Una joya brilla entre montañas, imponente, Bogotá / Bella, misteriosa, fascinante, que romántica ciudad / Mil sonidos que escuchar, tantas calles por andar / Cada estrella una ilusión / La vida es intensa aquí, y solo faltas tú, Bogotá / Y solo faltas tú / Aquí tú tocas cielo, y vuelas sobre el suelo / Metrópolis bicolor, la vida está de fiesta aquí / Y solo faltas tú, Bogotá / Tu niebla me abriga, San Victorino me fascina / En Teusaquillo yo brillo, en Usaquén me siento bien / Aquí no caen las hojas, aquí escribimos estrofas / Monserrate me eleva, tú ven cuando puedas, Bogotá / Que linda es Bogotá / Diversa Bogotá, ven cuando puedas / Y solo faltas tú / Es la ciudad donde nací / Y te esperamos / Aquí.
Vista di Bogotá dal mirador de "La Calera".














Il video apre con la vista di Bogotá dal "mirador" di Monserrate, del quale parleremo in seguito. Un altro "mirador" famoso di Bogotá che purtroppo non è stato inserito nel video è sulla salita (molto apprezzata dai ciclisti locali) che dalla calle 86 con carrera 7, porta al pueblo de "La Calera". E’ talmente vicino alla città e talmente conosciuto, che non credo di conoscere un colombiano, o uno straniero, che passando per Bogotá non si sia fatto almeno una foto ricordo dal mirador. Il posto è apprezzato per essere tappezzato di ristoranti, discoteche e piccoli chioschi nei quali è possibile sgranocchiare qualcosa (arepas, chorizo, mais abbrustolito, empanadas, ...) e bere, oltre a un buon tinto bollente, il canelazo. Utile soprattutto perchè siete sopra a Bogotá (quindi sopra ai 2600 s.l.m.) e caldo non fa. =)

Seguono le immagini del nuovo aeroporto "El Dorado" (aperto circa a metà del 2012) del quale è assolutamente vietato chiedermi una critica architettonico/urbanistica e ... beh qui interpreto ... la facciata di una casa con un noce giallo su sfondo rosso. Interpreto nel senso che non ne sono certo, ma visto che il "nogal" è il simbolo della città di Bogotà, ed i colori della sua bandiera, derivante dalla bandiera spagnola, sono appunto il giallo (rappresentante giustizia, clemenza e virtù) e il rosso (libertà, salute e carità)... è facile capire perchè sia stato usato in un video su Bogotà.

La toma del palacio de justicia de Bogotá













Poi ... ci si sposta direttamente nel cuore di Bogotá, dove questa città trova i propri natali, ovvero nel barrio de "La Candelaria". Nel video, quel "portale architettonico" che si vede sulla sinistra fa parte del nuovo palazzo di giustizia (il vecchio è stato distrutto dopo la tristemente nota "toma del palazo de justicia" del novembre del 1985) ed alla sua destra la chiesa simbolo della città che è la "Catedral Primada de Bogotá" ("Catedral Basílica Metropolitana de la Inmaculada Concepción" nel suo nome completo). Siamo fra le carreras 7 e 8 con le calles 10 e 11 nella piazza principale di Bogotá che è "Plaza de Bolívar". La zona è permeata di storia e di curiosità (La casa del Florero, El mono de la pila, ...), è un gigantesco centro culturale, civico ed amministrativo, base della maggior parte delle università e dei palazzi di Governo, zona di teatri, di atelier di artisti ... ma purtroppo mi ci vorrebbero decine di articoli per raccontarvela.



Il video ci mostra successivamente il cerro di Monserrate, al quale si arriva (dalla calle 2 con carrera 21) con la funicolare, con la teleferica, oppure si fa come tutti i fedeli che fanno un voto e poi si percorrono a piedi tutti e 1500 i gradini che arrivano fino a quota 3.152 s.l.m. dove è situato il “Santuario del Señor Caído de Monserrate”. Alla zona sono legate leggende (la leyenda del pie rígido e la leyenda del venado de oro) e credenze (una classica è che salire fino a Monserrate con la morosa, porta sfortuna alla coppia, ma la sfortuna non vi colpisce se siete sposati). Dovete informarvi, però, prima di pianificare la camminata, perchè non è infrequente che venga chiusa per la manutenzione annuale ... addirittura ricordo che l'anno che arrivai in Colombia la chiusero perchè era a rischio frana. Probabilmente è proprio per evitare il rischio che ogni anno la chiudono in un determinato periodo per farle manutenzione.

Vista di Bogotá dal cerro de Monserrate
















Infine passiamo sulla Calle 80 vicino all’incrocio con l’Avenida Ciudad de Cali (credo sia la 80 per via dela corsia riservata al Transmilenio), mostrano la teleferica sopra citata e dei "malabaristas" (giocolieri) allenandosi nel "Parque de los Periodistas", vicino al "Templete del Libertador" (sullo sfondo il Transmilenio, il trasporto massivo della città, e la caratteristica nube da pioggia sui cerros retrostanti). Il parco è situato sulla Avenida Jiménez de Quesada, che nel 1997 è stata opera di un ambizioso progetto di ristrutturazione dello spazio urbano ed è oggi conosciuta anche come "Eje Ambiental". Molto interessante da percorrere, soprattutto considerando che è stato ripulito e sistemato meno di due mesi fa. Gli stessi bogotani avvisano: "...se recomienda acudir con cámara de fotos durante el recorrido...". Una curiosità sul tempietto di Bolívar: è stato progettato da un italiano, ed il basamento è la casa di un artista incaricato di ristrutturare i monumenti rappresentativi dello Stato e dei personaggi che hanno contribuito alla storia della Colombia.

Il Templete del Libertador. Foto presa dal blog di Tatiana Salazar.













Dopo alcuni fotogrammi di vita vissuta, vediamo un pezzettino del lago del Parque Metropolitano Simón Bolívar, il polmone verde della città con un’estensione superiore al Central Park di New York, conta più di 400 ettari. Nonostante si possa considerare come un "megaparco", i bogotani tendono a riferirsi ad esso definendo ogni unità come elemento a sè, è per questo che parlando del Simón Bolívar si dovrà definire se parliamo del Parque Central, o dei parchi satellite (Parque el Salitre, Parque Recreo-Deportivo El Salitre, Museo de los Niños, Parque de "Los Novios", Palacio de los Deportes, Complejo Acuático Simón Bolívar, Unidad Deportiva El Salitre, Centro de Alto Rendimiento, Biblioteca Virgilio Barco, Plaza de los Artesanos, Jardín Botánico José Celestino Mutis). Comunque a Bogotá esistono moltissimi altri parchi, al di là del Bolívar: Santander, Tercer Milenio, Bosque de San Carlos, Tunal, el Recreo, Ciudad Montes, de la Independencia, el Renacimiento, de la 93, el Virrey, fra quelli che ricordo sul momento... ma sono molti molti di più.

La mappa del megaparco...













Seguono artisti di strada e concerti ... ricordiamolo, che Bogotà è stata capitale Iberoamericana della cultura nel 2007 ed è sede di importanti fiere, opere teatrali, concerti (per citare il parco di cui sopra, Rock al parque in luglio, Jazz al parque in settembre, Hip Hop al parque in ottobre, Salsa al parque in agosto, Ópera al Parque in novembre, Colombia al Parque in luglio, sono alcuni).

Programma di "Rock al parque 2013".












Il video poi mostra alcuni fotogrammi di edifici (fra i quali la Torre Nord de la Ciudadela San Martín –qui vista da nord verso sud sulla carrera settima, mi pare-, il Palacio de San Francisco, il Museo del Oro con alcuni interni del medesimo), le calles della Candelaria (almeno ... salvo vaccate a me sembrano nella Candelaria), la ciclovìa, alcuni fotogrammi dell’ultimo festival iberoamericano del teatro (che meriterebbe un articolo a parte), un museo, il giardino botanico, scene di vita in città e nella savana di Bogotá, passando dalle immagini della "Laguna de Guatavita" (che ha dato origine alla leggenda del El Dorado), shopping, lavorazione del cuoio, fino a tornare a Monserrate.

Giusto un paio di appunti:

La torre nord della Ciudadela San Martín è stata terminata nel 1983 e con i suoi 47 piani per 171 metri di altezza è stata per anni fra le prime dieci torri più alte dell’America Latina. Per la difficoltà di costruzione, ma soprattutto perchè fu abitata solo vent’anni dopo è stata considerata la “cattedrale nel deserto” di Colombia, ed ha segnato la fine della costruzione di grattacieli sopra ai 100 metri a Bogotá per parecchio tempo, finchè non furono inziati i lavori del Parque Central Bavaria e della Torre Colseguros.

La torre nord della Ciudadela San Martín, vista da sud a nord sulla carrera settima.













A Bogotà esistono le vie ciclabili (ciclorutas), però tutte le domeniche ed i giorni festivi, vengono chiuse al traffico le carreggiate delle strade principali (non tutte) per permettere ai bogotani di sfruttare spazi creativi e sportivi che vengono principalmente utilizzati per il trasporto in bicicletta, e creando così quelle che vengono chiamate ciclovìas. La città è stata pioniera nella proposizione delle ciclovìas, e conta con la rete viaria per bicicletta più grande dell’America Latina (circa 100km).

Mappa delle ciclabili a Bogotà. E' ... gigantesca!! Presa dal sito del Comune di Bogotà.





















Bogotá ha un’ampia offerta di musei, ubicati perlopiù nel centro della città: Oro, Botero, Nacional, de las Esmeraldas, de la Independencia, de la Moneda, de La Salle, de Arte Moderno, de Arte Colonial, de los Niños, Aeroespacial, Geológico, Militar, de la Policía, ecc.

Dal santuario di Monserrate, il video prosegue con una galleria di luoghi sacri: il "Santuario del Divino Niño Jesús", fondato dai salesiani nel 1935 (uno dei luoghi di pellegrinaggio più famosi e frequentati della Colombia), ed una bella immagine dell’altare in marmo raffigurante il Cristo Risorto; passando poi per la "Iglesia Nuestra Señora del Carmen", quasi contemporanea del santuario sopracitato, in stile gotico e progettata da un architetto italiano dell’Ordine dei Salesiani (anche qui possiamo ammirare un interno); e la croce della riconoscibilissima "Catedral de Sal de Zipaquirá", una Chiesa di circa 8700 mq costruita dentro a una miniera di sale ora in disuso, ed il "frontone campanario" della chiesetta che sta di fianco alla Catedral Primada de Bogotá (purtroppo non ricordo come si chiami, ma credo che sia l'Arcidiocesi...). Parlando di miniere di sale, non è la stessa cosa siamo d'accordo, ma a livello di atmosfera interiore io preferisco di gran lunga la sorella minore di Zipaquirá che è la "miniera di Nemocón".

Lo specchio d'acqua dell'entrata alla miniera di Nemocón.














...intermezzo di "tren de la Sabana"...

Monserrate, altre scene di vita bogotana, fra le quali vediamo un angolino del Monumento a Rafael Uribe nel Parque nacional Enrique Olaya Herrera, l’edificio della camera di commercio centrale della calle 26, che ha vinto un premio di architettura e che è posizionato in una zona relativamente interessante per gli uffici di rappresentanza, i campi da golf (probabilmente qui mostrano il campo del golf club “el Country Bogotá 3”), l’edificio del comune di Bogotà (Palacio Liévano nella plurinominata plaza Bolívar), una calle della Candelaria con i caratteristici balconi chiusi in legno, tipici dell’architettura coloniale, la cupola del centro interattivo Maloka con la "scultura" dei due anelli, scene dal Parco di divertimenti del Salitre Mágico, la plaza Bolívar, il camminamento che sale a Monserrate, in una delle scene in movimento si vede il supermercato Éxito del centro commerciale Gran Estación, a lato di Cine Colombia, ritornando attraverso scene di vita alla plaza Bolívar.

Foto della Camera di Commercio di Bogotà presa da skycraperscity (nel thread corrispondente ci sono altre foto degli edifici della zona). Peccato sia tagliata in alto ...



















E poi fiori ... frutta, verdura ... un signore che si mangia un Aguacate (Avocado). Qui non è raro vedere, agli angoli delle strade dei barrios, dei carrettini che vendono frutta e verdura ... ma credo che il più frequente sia proprio il carrettino dell’aguacate, che si mangia "così". Fetta, sale, via andare, e passa la paura! Piatti e vini della gastronomia gourmet di Bogotá ... come dicevo in un altro articolo, qui esistono ristoranti da far impallidire i tre stelle Michelin ... si vedono anche un paio di bicchieroni di "jugos naturales" (succhi di frutta al naturale) che sono una tradizione colombiana a tavola (si, è stato difficile abituarcisi, nonostante siano buonissimi), ed infine Andrés Carne de Res a Chía. Uno dei ristoranti di carne, forse, più conosciuti a livello di America Latina ... e non scherzo ... lo conoscono perfino in Messico! Comunque ne avevamo parlato in un altro articolo di Andrés (devo decidermi a mettere un benedetto motore di ricerca nel blog), quello che non avevo detto è che non è solo ristorante ... ci si balla pure, dentro, come da immagini del video.

Io andrei a mangiare in altri ristoranti ... per esempio questo della foto ... per esempio è uno di quelli che ho ristrutturato io, ma non ha niente a che vedere. =P




Ed il video conclude con il Santuario "Nuestra Señora de Guadalupe", costruito nel 1945 sui 3.260 metri del cerro di Guadalupe, mostrandoci la statua di 15 metri d’altezza della "Virgen de Guadalupe", il Monumento a Rafael Uribe nel Parque nacional Enrique Olaya Herrera ed un tramonto della città. Il cerro di Guadalupe e quello di Monserrate sono i "cerros tutelares" di Bogotá, ed alcuni "indígenas" li chiamavano: il piede di nonna (pie de abuela - Guadalupe) ed il piede di nonno (pie de abuelo - Monserrate).


E dopo l'atardecer, arriva la notte... foto presa dalla pagina Facebook I love Bogotà.





















E ... beh, una critica personale per chiudere ... Bogotá è molto di più di ciò che si vede nel video, anche perchè racchiudere una città da 9 milioni di persone in tre minuti e mezzo scarsi è complicato ed è più che normale lasciare fuori moltissime cose, ma personalmente sarei uscito un po’ di più dai confini del centro città. Certo è che il video è istituzionale (girato per conto di Bogotá Humana, Alcaldía Mayor de Bogotá e Instituto distrital del turismo), e sicuramente sarà stato anche patrocinato da ... mmmm ... qualcuno (chissà chi). Quindi, qui come in Cina, chi promuove e chi paga, scelgono. =) E ... non voglio macchiare il video dicendo le solite cose note sul fattore sicurezza. Ne abbiamo già parlato e sapete cosa ne penso. A presto!!

NB: per aver portato a mia conoscenza il video, ringrazio Ingrid. =) ...ma soprattutto per alcune "dritte" sui luoghi del video ringrazio Diana!! =D

giovedì 11 aprile 2013

Gli stipendi in Colombia


Buenas noches!! Qualcuno di voi si fregherà le mani leggendo (finalmente) quest’articolo … sono riuscito a trovare in un trafiletto su un noto giornale nazionale, alcuni riferimenti agli stipendi in vigore in Colombia (per lo meno una parte di essi). L’articolo in questione metteva il punto sul fatto che in Colombia quasi tutte le imprese preferiscono pagare fra il 6% e il 22% dello stipendio con dei "buoni benzina" o dei "buoni pasto" ed il resto in contanti (o assegni, o bonifici, o quello che è)… percentuale che ha effetto sul netto, visto che non intacca le prestazioni di legge (cesantías, primas, vacanze, arp, eps, eccetera), ma c’erano buoni riferimenti per arrivare a scoprire quanto si guadagna in Colombia.

L’aumento dei salari, normalmente, segue la percentuale d’aumento dell’indice dei prezzi al consumatore (IPC - índice de precios al consumidor), che è anche il parametro di riferimento sul quale il governo colombiano fissa ogni fine anno, il nuovo SMMLV (che vi ricordo essere il salario legale vigente minimo mensile, che quest’anno ammonta a 589.500 COP), ma non è raro che vi siano aumenti percentuali superiori o inferiori a questo dato, fra un ±2%, ±4%.

Andamento di IPC, SML e corrispettivo incremento dei salari in Colombia fra il 2003 e il 2010 (fonte: el empleo)



Perchè è difficile riuscire a scovare dei dati certi sugli stipendi in Colombia?

Per vari motivi. In primis per l’estrema variabilità esistente nella correlazione stipendi/settori (ovviamente non è lo stesso essere manager operativo di un’impresa farmaceutica e di una di telecomunicazioni); poi per la tendenza delle imprese a pagare in relazione ai risultati (quasi a riconoscere un plus di produzione); non ultimo per il tema della sicurezza, che è quello che più preoccupa le persone che ricoprono determinati incarichi.

Ma i dati sugli stipendi che sono alla fine dell’articolo, da dove provengono?

Da una costola del gruppo spagnolo "Grupo Seeliger & Conde" che in Colombia ha fondato, appunto, un’impresa che si chiama Human Capital Consulting; ogni anno, grazie a un database ampio di imprese, forniscono dati freschi sugli stipendi medi colombiani e "curiosità statistiche" che per il mercato hanno sicuramente una certa importanza. I dati di Human Capital Consulting viaggiano su un range di ±10% rispetto ai dati di altre imprese che lavorano nello stesso settore (Pricewaterhouse Coopers, Acrip e Hay Group), ma pare che dal mercato colombiano vengano considerati come i più attendibili (...fonte giornalistica... quindi, forse, di dubbia veridicità =P ).

I Pesos colombiani (mancano i tagli da 1.000, 2.000, 5.000 e le nuove monete)












A proposito di "curiosità statistiche", gli studi di HCC rivelano che: per circa il 60% dei lavoratori stipendiati è più importante il posto fisso che il livello di retribuzione; che su 10 milioni di stipendiati, circa 500mila hanno entrate mensili superiori ai 3.500.000 COP, mentre circa 3 milioni e mezzo ricevono il minimo; che i settori che pagano meglio sono miniere ed energia, consumo massivo, telecomunicazioni ed industria farmaceutica, mentre i settori "di mezzo" sono alta tecnologia e finanza, ed i settori dove i salari sono più bassi salute, servizi, assicurazioni e costruzioni (...sono felice...); che i salari più alti per incarichi direttivi sono a Bogotà, mentre quelli per i managers sono a Cali.

Nei dati che vi fornirò, bisogna considerare che si parla di "stipendi lordi mensili", quindi stipendi con incluse le prestazioni di legge (cesantias, primas, ecc) ... tenete anche in conto quanto ho scritto nel paragrafo anteriore, ovvero che sono dipendenti strettamente dal settore nel quale si opera (dati in milioni di pesos colombiani):

Vicepresidente comercial: 28
Vicepresidente financiero: 23
Contralor: 18,5
Gerente de operaciones: 18
Gerente financiero: 17,5
Gerente de mercadeo: 16,5
Decano de facultad: 16
Gerente de recursos humanos: 14,5
Gerente de sistemas: 14
Director jurídico: 11,5
Auditor: 10,5
Jefe de comercio exterior: 7
Chef: 6,5
Abogado: 4
Secretaria ejecutiva: 3
Analista de sistemas: 3
Almacenista: 2
Auxiliar contable: 1,5
Liquidador de nómina: 1,5
Auxiliar archivo: 1
Conductor: 1

"Il Quarto Stato" di Giuseppe Pellizza da Volpedo - 1901










Dovete anche tenere in conto la tendenza di questi ultimi anni delle imprese colombiane di andare verso un tipo di remunerazione (per la maggior parte degli incarichi) variabile associata ai risultati, anche se era una prerogativa, nell’immediato passato, dei settori commerciali e di vendita.

Ad ogni modo, legati agli stipendi, ci sono due link che vi voglio proporre. Uno che non ho ancora avuto il tempo di valutare bene, ma che a una prima occhiata mi sembra interessante, è quello di "Guía salarial". L’altro è di un articolo che sicuramente vale la pena leggere, anche se è datato: uno "speciale" di Semana (settimanale colombiano di attualità) del settembre 1988 su "quanto guadagna la gente". Magari non vi interessa proprio perchè è datato, ma intanto è per pura curiosità ... e alla fin fine se facciamo un aggiornamento degli stipendi per interpolazione sul SMMLV, magari si trovano i corrispettivi attuali. Pensateci. =)

Uno studio che sicuramente vi interesserà, a proposito di lavoro, è quello pubblicato da "el empleo" (che altro non sono che i clasificados, ovvero gli annunci di lavoro de El Tiempo) su quali sono le dieci professioni più remunerate in Colombia.

NB: i dati, a parte il SMMLV, fanno riferimento all'anno 2011.

mercoledì 20 marzo 2013

Investire in Colombia: importare/esportare in/da ... che passione!


---Parte I---

E finalmente eccoci a parlare anche di importare in / esportare da ... un aspetto affascinante e anche complesso del Vivere in Colombia. Vi confesso che non so se questa pratica sia uguale in tutto il mondo, indipendentemente dalle norme INCOTERM che un bell’aiuto lo danno ... però voglio condividere con voi le cose apprese su questo tipo di business ... e riordinare anche un po’ le idee, visto che è ormai passato un anno da quando ho assistito a quattro seminari full-immersion di 4 ore ciascuno sul tema, nei quali si sono trattati argomenti quali strategie di posizionamento internazionale, investigazioni di mercato, logistica, documenti e trafila burocratica delle import/esportazioni, e cose così.


I seminari sono stati davvero interessanti ... anche per un Architetto. Nonostante siano stati intensi (due giorni per otto ore ciascuno), sono stati gestiti intelligentemente, spiegando con semplicità i concetti trattati ... anche per chi non aveva la più pallida idea di che cosa si stesse parlando (tipo io). Tutti e 4 i seminari erano gratuiti ... che non fa mai male. Promossi da Zeiky & Proexport ... colossi colombiani sul tema delle import/esportazioni. Unici obblighi: sapere lo spagnolo (almeno a livello ... mmmm ... B2?) ed avere una società o impresa costituita legalmente in Colombia. Unico neo: avrei voluto continuare con le successive 44 ore di seminario (che avevano un costo di 400.000 pesos, circa), ma ho soprasseduto perchè di lì a poco sarei dovuto rientrare in patria. Comunque vi racconto la mia breve ed intensa esperienza, non si sa mai che a qualcuno possano servire questi spiccioli di conoscenza.

Due raccomandazioni prima di iniziare l’articolo:

1.– non mi chiedete nulla che si avvicini anche da lontano a un “posso importare il prodotto X”? Io sono un consumatore, vero, ma non sono un marketing manager per darvi un aiuto solido in tal senso. Vi posso indirizzare a imprese che fanno questo tipo di mestiere e che vi potranno dare una mano con totale ed assoluta professionalità, ma per favore non lo chiedete a me. Diverso è chiedere se “esiste il prodotto X in Colombia”? Se non lo so, vi rispondo con un onesto “non ne ho idea” e finisce lì. Oppure chiedo... qualcuno che ne sa si trova sempre.

2.- non mi scrivete chiedendomi “cosa devo fare per importare il prodotto X”? Capite anche voi che già il mio tempo è limitato, se mi devo anche fermare a scrivervi un poema epico su come importare detto prodotto, non andiamo da nessuna parte. Piuttosto fatemi domande specifiche, tipo “dove trovo informazioni sulle accise per il prodotto X”? Domanda opportuna. Le trovate qui, sul sito della DIAN, perciò potete anche tralasciare di farmi questa domanda ...

Ma cosa sono Proexport e Zeiky?

Proexport è un ente amministrato da privati, ma creato con fondi pubblici. Cito: “…nasce nel novembre del 1992 attraverso un accordo di trust commerciale fra stato colombiano e commercio con l’estero colombiano. Viene creato allo scopo di fornire servizi o strumenti non finanziari per promuovere l’esportazione e la cultura dell’esportazione...”. Senza perdersi in preamboli, sul sito trovate tutta la storia, ma soprattutto su youtube c’è un canale apposito di Proexport con una serie di video interessanti. E comunque prendetevi un tempo per scorrere il sito in lungo e in largo, come vedrete Proexport, non si occupa solo di import/export, ma promuove anche gli investimenti stranieri ed il turismo.

Zeiky è un ente privato, costola diretta di Proexport. Cito: “...creato attraverso un accordo di agenzia fra Proexport e il Ministero del commercio, industria e turismo, nasce per fornire assistenza ed aiuto a coloro (in particolare a piccole e medie imprese) che vogliono ampliare i propri orizzonti nell’area del commercio con l’estero, mediante servizi di consulenza integrale che cercano di promuovere ed ottimizzare l’offerta d’esportazione a sostegno della produzione...”. In buona sostanza è un gigantesco database: cercate informazioni su chi esporta, dove esporta, quanto esporta a che prezzo esporta? Nella biblioteca Zeiky lo trovate. Avete bisogno di aiuto? Gli assessori di Zeiky sono lì apposta.

Quindi in buona sostanza, qualsiasi dubbio può essere risolto parlando con qualcuno di Proexport o di Zeiky... per ascoltare, ascoltano tutti... certo è che si va da loro con delle società/imprese già costituite, magari con contratti di case madri estere e cose simili, sicuramente vi prestano più attenzione. E non perchè ci guadagnino qualcosa a farlo, visto che fin dove ho potuto constatare il servizio che prestano è gratuito (per lo meno a Bogotà), ma sapete com’è ... esistono per PROMUOVERE importazione ed esportazione da/per la Colombia, quindi se si va là con qualcosa in mano che non siano belle parole e belle speranze, diciamo che si muovono anche con maggior interesse.

Bene, come importo in Colombia?

1.- Fare uno studio di mercato. Dovete avere chiaro in mente che il mercato colombiano è sicuramente diverso da quello nel quale operate normalmente, quindi tocca rimboccarsi le maniche per fare delle indagini e degli studi che vi permettano di capire se c’è spazio per il prodotto che volete importare, ma non solo. Studi che vi permettano anche di avere le idee chiare sulla “presentazione” che state dando al prodotto ... nel seminario ci hanno spiegato come, un prodotto cosmetico in scatola verde o in scatola rossa, in Russia faccia furore. Non vi so spiegare perchè, ma a quanto pare è così. Per alcuni prodotti esistono già studi di mercato per la Colombia (secondo Sandra, la persona che ci ha fatto la prima lezione) ... m’immagino si trovino a Zeiky, e quindi non esiste un link sulla web per poterli curiosare.

2.- Identificare come consegnate la mercanzia/prodotto (in fabbrica, sulla barca al porto di arrivo, sulla barca al porto di partenza, fino a casa del cliente, ecc.): ovvero, dovete identificare la norma INCOTERM corrispondente. E qui non ci son santi che tengano, in questo blog non vi posso spiegare i termini di negoziazione internazionali (per ovvi motivi) ... tocca che ve li studiate da soli. Fortunatamente non sono complicati.

Una tabella comparativa degli Incoterm 2010 - presa da questo blog.












3.- Secondo come consegnate il prodotto/mercanzia, dovete mettervi all’opera per contrattare il mezzo di trasporto corretto per arrivare fino in Colombia. Se un prodotto lo consegnate direttamente al compratore al porto di partenza, e poi ve ne lavate le mani, saltate pure questo passo. A Proexport (concordo) dicono che indipendentemente fin dove arrivi il vostro obbligo di consegna, è un bene seguire da vicino tutta la pratica di import/esportazione, per tutta una serie di motivi (che vedremo nella parte II o nella parte III).

4.- Identificazione della mercanzia/prodotto. Importantissima per tante cose, ma soprattutto per definire esattamente a quanto ammontano le tasse d’importazione che dovete pagare. Come si fa? Colombia appartiene ai 206 stati che hanno ratificato il trattato sulle imposte doganali ... ogni stato membro di questa convenzione definisce “doganalmente” un prodotto secondo un codice numerico di dieci cifre: le prime sei sono assolutamente uguali in ognuno di questi 206 paesi e ci aiutano a definire comodamente di che prodotto stiamo parlando. In Colombia questi primi sei numeri si chiamano: “subpartida arancelaria”.


Esempio di una "subpartida arancelaria".



















5.- Registro dell’importazione ed eventuali visti. Prima dell’arrivo del prodotto/mercanzia, bisogna disbrigare tutte le pratiche relative ad autorizzazioni, permessi, certificati e lasciapassare che sono necessari al processo di importazione. Questo si può fare anche via internet attraverso la “ventanilla ùnica de comercio exterior”, ma dovete previamente iscrivervi nel sito. I “lasciapassare” sono quelli dei quali abbiamo parlato tempo fa ... esistono delle entità di governo che hanno lo scopo di vigilare sulle merci in entrata e in uscita dalla Colombia (ICA, INVIMA, principalmente, ma anche FNE, AUNAP, ANM, Ministeri vari -in primis quello del Medio Ambiente-, ecc.), e senza un “visto buono” da parte di dette entità, sia l’entrata che l’uscita dal Paese di prodotti/mercanzie è impossibile.

6.- Pagare l’importazione. Ovviamente ... mica pensavate di fare tutto gratis? :) I sistemi ed i modi di pagamento sono tantissimi e tutti hanno pro e contro (assegni, lettere di credito, trasferimenti bancari, ecc)... chiedete alla vostra banca, perchè sicuro nel blog non ve li posso spiegare per lo stesso motivo delle norme INCOTERM.

7.- Finalmente, nazionalizzare il prodotto/mercanzia in Colombia ... e quindi pagare le tasse di nazionalizzazione. Tasse che andranno a gravare sulla fattura di acquisto del prodotto + trasporto + assicurazione sul trasporto, secondo le percentuali stabilite dalla DIAN. Infine ... pagate l’IVA che in Colombia sta al 16%.


Un piccolo appunto sulla nazionalizzazione: in Colombia esistono delle barriere normative che servono a proteggere il mercato interno (molti paesi le hanno, non crediate esistano solo qui), soprattutto su quei prodotti che vengono considerati un cardine dell’economia colombiana (p.es: industria tessile, industria del cuoio, industria dell’auto, eccetera), sempre sul sito della DIAN, ad esempio, troverete dei prezzi di riferimento sui quali lo stato colombiano applicherà le tasse di nazionalizzazione indipendentemente dalla fattura che produrrete. Quindi ... informarsi è bene, prima di compiere tutti i passi e ritrovarsi poi a dover pagare delle tasse altissime o a pagare meno di quello che dovete ... il rischio, in questo caso, è che il prodotto/mercanzia si blocchi al porto di arrivo e i costi portuali sono abbastanza salati (senza contare che dopo circa un mese di giacenza, la DIAN vi può confiscare tutto). In questo senso, comunque, ed anche in caso di dubbi relativi a "quali documenti di importazione dovrò presentare e quando", potete farvi aiutare dalle ex-SIA (ora AIA), che non sono altro che delle società di intermediazione doganale che, gestite onestamente, aiutano nella trafila burocratica necessaria e non sono nemmeno tanto costose. Cercatene una seria, non improvvisate.



In definitiva, importare, così come esportare, è complesso ma non impossibile. Bisogna armarsi di pazienza, ritagliarsi un tempo “onesto” per fare delle ricerche, gestire e riorganizzare le informazioni, farsi aiutare da Proexport e Zeiky (per lo meno andate a colpo sicuro e non vi fate sorprendere con le braghe abbassate dal primo truffatore di turno, magari connazionale), dividere sacrosante verità da incredibili vaccate, prima pianificare e poi agire, ma soprattutto, come in tutte le cose, bisogna lavorare parecchio perchè il proprio business decolli. Si può anche avere fortuna, ma ... meglio ridurre al minimo i rischi con le informazioni appropriate.

La prossima volta ... come esportare dalla Colombia e alcuni aneddoti che ci sono stati raccontati ai seminari. Intanto, se volete spulciare un paio di presentazioni fatte da quelli di Zeiky in merito, i link li trovate qui sotto:

Esportare dalla Colombia


A presto! =)