sabato 9 luglio 2011

Il costo della vita a Bogotá

Andiamo sul super-classico... ho ritardato molto nello scrivervi questo articolo, ma ne sono venute fuori parecchie pagine, spero quindi che vi possiate ritenere soddisfatti nonostante l’attesa. =))

Oggi vi racconto cosa può costare la vita in una città come Bogotà. Innanzitutto ci tengo a fare una premessa e vi lascio un’immagine a compendio: qualche giorno fa degli amici mi hanno inviato un grafico molto interessante che parlava del costo della vita nei paesi emergenti dal quale si può evincere che la Colombia è in testa, essendo tutto, ma non di certo un paese “economico”.

C’è da dire che la cosa va letta anche secondo come hanno stabilito il costo della vita ... può essere che esista uno standard “medio” e sulla base di quello si sia fatto il calcolo, però Bogotà è anche suddivisa in “estratos” (e già lo sapete per l’articolo sugli immobili =D ) e quindi i prezzi dipendono fortemente da questa differenza.


Fonte: Agora financial ... Colombia é in testa alla classifica...














Prendiamo un esempio su tutti: un kg di “limoni Tahiti” comprato in un Carulla (di proprietà per il 99% di Almacenes Éxito), in un Carrefour (che tutti conoscono), in un Éxito (di proprietà per il 62% della francese Casino), in un Olimpica (Almacenes Olimpica è 100% colombiano), in un Surtifruver de la Sabana (supermercato di frutta e verdura colombiano: direttamente dal campo a casa vostra) e in una “plazoleta de mercado”. Non sono tutti i super e gli ipermercati esistenti in Colombia, ma qui ne abbiamo un buon assaggio.

Carrefour – $ 3.400/kg

Carulla - $ 2.750/kg

Éxito - $ 2.230/kg

Surtifruver – $ 1.537/kg

Olimpica - $ 1.327/kg

Plazoleta - $ 1.105/kg

Come vedete le differenze nei prezzi ci sono e avendo provato personalmente i limoni acquistati, non ho notato sostanziali differenze nella qualità... se non nella “facciata”. I prezzi sono rimasti pressoché stabili da tre anni a questa parte. Ci sono stati alcuni aumenti (ovviamente per il variare del costo della vita), e negli ultimi mesi ci sono stati aumenti soprattutto per via del disastro che ha causato l’inverno colombiano (frane e smottamenti che hanno tagliato alcune vie principali). Ricordo quando ne hanno parlato per radio che dicevano che (ad esempio) la cipolla rossa prima si poteva trovare per 1.800 pesos al kg, ed ora si può trovare a 2.100 pesos al kg.

Il mercado campesino ... qui si incontra super economia e buona qualitá.











Ma arriviamo al dunque e vediamo una lista (stilata in un Carulla e in un Carrefour) di alcuni prezzi che si possono incontrare qui. La difficoltà è che ci sono moltissime marche con prezzi alle volte all’estremo, e credetemi, non ho proprio voglia di provarle tutte. :D

mele - $ 3.600/kg

limoni – $ 2.750/kg

banane - $ 1.490/kg

mandarini – 3.820/kg

fragole - $ 5.600/kg

kiwi - $ 5.100/kg

mango - $ 1.700/kg

melone - $ 3.750/kg

anguria – $ 1.300/kg

arance - $ 2.300/kg



insalata - $ 5.300/kg

funghi - $ 20.800/kg

pomodori - $ 1.800/kg

pomodori cherry - $ 4.470/kg

carote - $ 3.300/kg

aglio – 2.720 (50 gr)

cipolla bianca – $ 3.720/kg

cipolla rossa - $ 3.500/kg

piselli - $ 8.800/kg

patate - $ 3.540/kg

patate criolle – 2.300/kg

spinaci – $ 10.000/kg



tonno in scatola al naturale - $ 2.840 – 120gr

tonno in scatola sott’olio – 2.790 – 120 gr

polpa di pomodoro Cirio - $ 9.790/kg

latte parzialmente scremato - $ 2.990/lt

latte intero - $ 2.770/lt

mozzarella – $ 42.900/kg

parmigiano - $ 17.978/kg



dentifricio Colgate - $ 5.750 tubetto da 150 ml

shampoo Panten Pro-V - $ 10.870 confezione da 400 ml

sapone liquido - $ 11.390 confezione da 1 lt

deodorante Axe – $ 6.090 confezione da 160 ml



olio di girasole - $ 5.650/lt

confettura – $ 5.000/kg

margarina – $ 11.280/kg

yoghurt - $ 6.000/kg

uova - $ 338/und

pasta Barilla – $ 10.100/kg



prosciutto cotto - $ 19.950/kg

prosciutto crudo – $ 112.375/kg

wurstel - $ 16.720/kg

maiale - $ 13.980/kg

vitello - $ 13.700/kg

pollo - $ 9.490/kg

filetto di pesce - $ 12.600/kg

gamberetti sgusciati – $ 19.980/kg

misto pesce fresco e mitili - $ 11.980/kg

Costosetti i prodotti, vero? Ovviamente tutti i colombiani concordano nell’affermare che è sempre meglio fare la spesa differenziata ... Carrefour e Carulla vanno bene se si vogliono prodotti che per la maggiore sono importati. Per la frutta e la verdura meglio le plazoletas de mercado. Per tutto il resto, le “tienditas de barrio” la fanno ancora da padrone, e sono ben viste a scapito delle grandi superfici di vendita (nonostante si sia un po’ in controtendenza anche in questo settore relativamente a come e dove comprano i Colombiani). Ma ora vediamo altri tipi di costi ... per esempio parliamo di

quanto si paga a mangiare fuori casa?

Il corrientazo (che come già sapete è il menù “fisso” con succo di frutta, la zuppa o la frutta per iniziare, il piatto con riso, patate –papa criolla, papa salada, papa frita, ecc-, insalata, legumi, carne o pollo o pesce) va da 3.500 a 7.000 pesos. A volte può essere un piatto un po’ pesante da digerire (non se mangiate vetri), ma una volta trovato il posto dove mangiare il corrientazo “buono”, scoprirete che è una buona opzione economica.

Un po’ più su troviamo i classici “asaderos” o “hamburgueserias” della strada dove da 7.000 a 15.000 pesos trovate piattoni di carne di vari tipi (pollo, maiale, vitello, manzo, ...), o pesce, con patate fritte (o criollas o saladas), o trovate hot dogs e hamburgers, yucca e platano, insalatone, ecc, con bevanda... anche una buona “fritanga“ (un misto di carne con morcillas, longanizas, ... ) e un’altrettanto squisita “parrillada“ (sempre misto di carne, però di altro tipo... costillas, pollo, ... ) si trovano per lo stesso prezzo… e non cominciate a dirmi che da Andrés carne de rés non si trova a quel prezzo, perché Andrés non è l’unico ristorante di carne buona di Bogotá e dintorni =D. Comunque per gli amanti di Andrés ... sapete che ha messo l’asaderia in franchising?? Fatevi sotto se vi interessa...

Poi ci sono i ristoranti di catena, come possono essere Crepes&Waffles, Corral, Rodeo, Mis Carnes, Frisbi, Archies, Sopas y postres, Buffalo wings, e una quantità infinita ancora, dove si possono provare tipi di cucine diversissimi fra loro e dove il costo va da circa 20.000 fino a 50.000 pesos a testa con bevanda.

Infine i ristoranti “in” che normalmente sono da 50.000 pesos in su e sono ... diciamo così ... a tema (arabi, francesi, italiani, svizzeri, thailandesi, giapponesi ... non ci metto i cinesi perché quelli sono posizionabili fra hamburgueserias e asaderos). Normalmente si possono gustare anche buoni vini in questi ristoranti. Fra le altre cose, una curiosità: il circolo di cultura italiana ha avuto il permesso (col patrocinio dell’ambasciata) di poter dare ai ristoranti italiani la sigla D.O.C.G. (ovviamente solo dopo aver rigorosamente “testato”) garantendo agli utenti che il posto dove andranno a mangiare è davvero italiano... io non commento. >.>

Ci sono anche ristoranti che si discostano un po’ da queste distinzioni, ovviamente (mi viene in mente il Candelario nel pieno centro di Bogotà, ad esempio), ma questa lista vi sta dando solo un’idea generale.

E nella terra del caffé, la bevanda nera quanto costa?

un tinto (qui è il caffè americano, non il vino rosso) comprato per strada: 500 pesos, comprato da Oma o da Juan Valdez costa circa 2.000 pesos... e spesso è migliore quello della strada, credetemi... =)

un espresso va da 800 pesos fino a 3.000 pesos se volete, ad esempio, un Illy (anche se non bevo un Illy in Unicentro da almeno un paio d’anni)

poi ci sono i granizados, che sono “quasi” delle granatine di caffè che normalmente vengono con panna montata (un po’ la risposta colombiana agli starbucks) e che sono dai 3.500 pesos in su... a proposito, apro una parentesi, avete visto come non esistano starbucks, nestlè, ecc, in Colombia? C’è un motivo... vediamo se qualcuno lo conosce...

Il caffè comprato nel supermercato viaggia fra i 10 e i 20 mila pesos al kg secondo la qualità, e altre cose sulle quali non mi soffermerò.

C’è da dire una cosa sul caffè colombiano. Tutti lo adorano e concordano nel dire che è il miglior caffè del mondo (credo tutti conoscano la scena del film “una settimana da dio” dove Jim Carrey vuole una tazza di caffè ed arriva un tizio travestito da “logo” della Juan Valdez con tanto di “burro” al seguito, tanto che Jim Carrey prorompe in un: “hola, Juan Valdez!!”)... bene... io credo che il miglior caffè del mondo sia italiano. Ovvio che il “nostro” caffè è una miscela di vari caffè provenienti da diverse parti del mondo, ma solo in questi giorni ho capito perché il caffè colombiano non è poi così buono. Ho avuto occasione di parlare con una gerente di caffè Oma, che mi ha confermato che del loro caffè ne fanno due tipi differenti: uno per il mercato colombiano, e uno per l’estero ... e che quello che si vende per l’estero è il migliore ... questo mi ricorda tanto la Fiat, chi sa perché? Comunque ... già mi sono segnato di provare il caffè da esportazione.

Bevande, quanto costano cervezas, agua, jugos, gaseosas, vinos?

Fra le cervezas ci sono parecchie marche colombiane, e se ne possono trovare molte di importate. Chiaramente se comprate le cervezas nella “tiendita del barrio”, vi costano meno che comprarle in un locale alla moda della zona T (chiamata anche “zona rosa” che è la parte della città dei locali dei giovani di buona famiglia di Bogotà) ... con che differenza? Il prezzo può tranquillamente raddoppiare. A volte triplicare. I prezzi sono per litro.

Aguila – $ 3.984

Heineken - $ 9.944

Peroni - $ 10.601

Poker - $ 4.626

Costeña - $ 3.939

Club Colombia - $ 4.782

Queste sono solo alcune delle birre che si possono trovare qui, ed un discorso a parte è doveroso farlo su Bogotà Beer Company che si fa le sue, di birre, e che è un pub molto alla moda, sempre strapieno di gente che apprezza le birre-fai-da-te... che comunque non sono propriamente economiche.

Bogotá Beer Company ... bisogna andarci almeno una volta nella vita.









“El agua” è davvero economica (eeee... si! E’ davvero al maschile). Si trovano nei supermercati dei veri e propri boccioni da 5 e 10 litri che costano rispettivamente fra i 4.000 e i 9.000 pesos circa. Si trovano anche le classiche bottigliette d’acqua da 0,50 che si possono comprare per 1.000 pesos, dipendendo dal sito, ovviamente. L’acqua di Bogotà, comunque, ha una buona qualità e quindi si può bere in casa propria dal rubinetto (non è infrequente che la gente nei ristoranti chieda un po’ di “agua de la llave” che non si paga).

L’abitudine colombiana, però, è di bere “jugos” o “gaseosas” durante i pasti... ed è stato difficile abituarsi, credetemi. “Los jugos” stanno più o meno sui 1.500 pesos la bottiglietta, e se si comprano in un altro posto variano (mediamente) dai 2.000 ai 5.000 pesos al litro dipendendo dal tipo di jugo. Invece “las gaseosas” stanno sui 1.500 pesos al litro. Nonostante le bottigliette da 0,50 sono capaci di arrivare a 2.000 pesos cadauna. Ovviamente non parliamo di jugos e gaseosas comprate nei ristoranti, e nemmeno parliamo dei bicchieroni delle super dissetanti aranciate o limonate che vi vendono nella calle per 800 pesos o giù di lì.

E parliamo, a questo punto, anche di vini... la premessa d’obbligo è che io sono sempre andato ad acqua, quindi non ne so molto di vini. Vi posso dire che ce ne sono di cileni, argentini, spagnoli, francesi, californiani ... caso raro non se ne trovano di italiani (almeno in molti supermercati). Però esistono, a Bogotà, siti dove si possono trovare vini di importazione italiana... se volete, mandatemi una mail e verifico le informazioni sui prezzi. Per ora vi posso dire che esistono vinerie dove si trovano vini di tutti i prezzi e di moltissime marche, e i prezzi vanno dai 20.000 pesos in su per bottiglia. Non sono molti che hanno pensato al vino come una possibilità di business... qui il 75% degli italiani sono proprietari di un ristorante e nemmeno sono importatori di vini. Mah? Di certo so che il vino è un prodotto che, almeno per ora, non paga l’IVA (al 16%, qui)...

Il pane, quanto?

Ce n’è di tutti i tipi. Pane normale, con queso, con jamon, con uva passa, ecc. Esistono vari siti dove si può comprare. Normalmente in Pan Suizo o in Pan pa’ yà, il pane grande viene sui 2.000 pesos, il piccolo da 500 pesos. Per gli amanti della baguette, basta andare in un carrefour, dove la sezione pane non è certo ai livelli di un carrefour a Parigi, ma si comporta bene e ci sono buone opzioni e possibilità di scelta da circa 1.500 pesos in su.

Voglio sapere qualcosa di raro ... i gelati?

Quello del gelato è un business un po’ strano ... parlando con un gerente di gastronomia che lavora nel settore ristorazione da più di vent’anni, ho scoperto che c’è stato un periodo nel quale a Bogotà erano arrivati moltissimi gelatai argentini (forti delle pseudo - origini italiane) ed erano spuntate come funghi gelaterie di tutti i tipi. Hanno fatto affari d’oro per circa quattro anni, e in pieno boom hanno chiuso la baracca e se ne sono andati. Tutti quanti.

A detta sua è un vero mistero. Ad ogni modo, tre anni fa quando sono arrivato a Bogotà le gelaterie funzionanti erano tre e tutte di catena: Crepes&Waffles, Popsy, Picos. I Colombiani golosi erano pochissimi... fino ad aprile di quest’anno. Al giorno d’oggi nei fine settimana in queste tre gelaterie “no le cabe un tinto” (non c’entra nemmeno un caffè per la ressa che vi si trova). La cosa che mi lascia basito è che Popsy fa il gelato più schifoso mai assaggiato da un italiano dalla notte dei tempi... ben oltre le vostre più cupe immaginazioni. Al contrario, quelli di Crepes e di Picos sono buoni, per quanto molto differenti fra di loro come gusto, consistenza e zuccheri (anche se hanno pochissima fantasia nei gusti che son sempre gli stessi da tre anni a questa parte).

E fra l’altro nessuno di questi è davvero “cremoso” come quelli che ho assaggiato in Italia; non so se è una questione di ingredienti, o di macchine, o di ambedue, però ho visitato la sede centrale della Picos (proprietà di Industrial Taylor) e “una” ingegnere a capo del progetto mi ha spiegato che hanno la sala di assaggio per capire esattamente come fare il gelato. Probabilmente è questione anche di palato e di abitudine. Ma comunque ... un palla costa 2.500 pesos, due palle 3.500 e le coppe partono da 4.500 pesos.

Considerando quanto costa in realtà un gelato, vivendo nella terra dei frutti, ma soprattutto con i sapori che ci sono qui (che sono molto più forti di quelli ai quali siamo abituati in Europa)... ci stanno facendo su abbastanza, direi. E le altre gelaterie? A Bogotà non ne conosco, ma ricordo che una volta a Santa Marta (nel Rodadero) ho trovato la classica gelateria di quartiere che non apparteneva a nessuna delle tre catene, e da buon goloso ho voluto comprare un cono con due gusti ... mai più. Peggio di Popsy (e mi sto sforzando di non trovare un aggettivo peggiore). :V

Ok, ma se viaggio, quanto mi costano i trasporti?

Un taxi per attraversare la città (sud-nord ... cioè il tragitto più lungo) senza troppo traffico e con tassista onesto, può costare sui 30.000 pesos, ma il più delle volte con tassista onesto e molto traffico, può arrivare a costare anche tre volte tanto... il problema del traffico è molto sentito qui a Bogotà e gli urbanisti non sanno che pesci pigliare... oddio, le soluzioni ci sarebbero, il problema è che con la passata amministrazione c’è stato un “magna magna” incredibile, e manca davvero una cultura urbanistica (anche perché l’espansione della città di Bogotà è avvenuta troppo di repente e tutta negli ultimi 40 anni). Se siete urbanisti e avete un paio di agganci in politica, pensateci... rimodellare un’intera città non è da tutti...

una corsa di una quindicina di minuti a un quattro km da casa va sui 4.000 pesos

prendere un autobus costa 1.400 pesos da inizio a fine corsa (1.500 di notte), ma costa lo stesso anche se scendete a 300 metri ... il costo è fisso ... gli autisti dei bus guidano come se fossero i padroni della strada, fanno manovre al limite della ILLegalità, probabilmente sono usciti dal carcere locale dopo essere stati scarcerati per decorrenza dei termini, e se non ci state attenti, si infilano nella vostra corsia totalmente incuranti se vi schiacciano un pezzo di cofano (gliene frega uguale, tanto non pagano né le multe né i carrozzieri). E se scendono col coltello perché vogliono aver ragione, sfoderate il machete che avete sotto al sedile della macchina e li vedrete sparire all’orizzonte come novelli Ben Johnson, lasciando portiere aperte, autobus acceso e tanto di passeggeri allibiti sopra. Questa è successa per davvero, a un amico spagnolo...

prendere il transmillenio costava 2.500 pesos la corsa fino a due anni fa, ora credo sia aumentato.

la benzina sta fra circa 8.400 e 9.000 pesos il gallone... costosa, no? Fra le altre cose, proprio l’altro giorno stavo ascoltando una conversazione fra il proprietario di un magazzino di parti di ricambio e un suo amico, e la conversazione (animata) verteva sul tema: gallone di benzina, gallone internazionale o gallone colombiano?

Premetto che sono totalmente ignorante sull’esistenza del “gallone colombiano”, ma il proprietario sosteneva che la benzina che distribuiscono in Colombia è circa 4/5 del gallone internazionale, ed è per quello che utilizzano il gallone colombiano... ora... secondo il mio modesto parere (che per altro condivido): ci fo***no la benzina col beneplacito degli organi preposti al controllo!!!! Altro che gallone colombiano di ‘sto ca**o!!! Io so solo che a parità di costo per fare benzina e a parità di spostamenti, le benzine Carrefour e Biomax mi durano di più... mah?!

Sto verificando anche i prezzi di assicurazione, bollo e della revisione obbligatoria per le macchine (per i prezzi vedete gli articoli sulle macchine del blog) e le moto che hanno più di due anni di vita (serve per controllare l’inquinamento dell’aria e si chiama revisòn tècnico-mecànica). So solo che il mio scooter paga 52.000 pesos di revisione tècnico-mecànica annuale, 0 pesos di bollo perchè è 125cc (limite al di sopra del quale si comincia a pagare) e circa 195.000 pesos di assicurazione.


L'agility Auteco. Fabbricato in Colombia, 125cc., costa sui 5 milioni incluso documenti di proprietá e immatricolazione.











E gli affitti?

Qui siamo nel mio campo ... affittare una casa da 250 mq in un barrio estratto 4, con circa 70 mq di giardino, ben tenuta, costa circa 2.500.000 pesos (conoscendo i proprietari). Un negozio di 20 mq in zona commerciale estratto 2-3, può costare da 600.000 pesos in su. 4 persone in un appartamento in estratto 4 da circa 80mq, spendono di servizi al mese circa 500.000 pesos (acqua, luce e gas, telefono chiamate illimitate, internet flat, tv via cavo e spese di amministrazione inclusi) ... lo stesso appartamento può arrivare a generare 7-800.000 pesos di affitto. In linea di massima si può considerare che un appartamento o una casa generino circa 10.000 pesos/mq di affitto contro ai 30.000 pesos/mq per un commerciale (occhio all’estratto). Nell’articolo che vi scriverò sugli uffici, vedrete come il prezzo a mq cambia a seconda dell’estratto e di altri piccoli accorgimenti.

I costi per i servizi (tralasciamo tv via cavo, amministrazione e internet flat) normalmente hanno un importo fisso dipendente dall’estratto (di solito non è molto alto, rispetto al costo dei consumi), e un importo variabile che ovviamente dipende dai consumi. Quindi una persona sola in appartamento estratto 4, è facile che paghi un 150.000 pesos/mese di servizi generali.

Il prezzo dell’amministrazione cambia di molto fra un “conjunto” e un altro. I conjuntos sono urbanizzazioni chiuse con tanto di guardie che controllano chi entra e chi esce... i Bogotani sono sempre contro alle amministrazioni, perché il problema è che spesso chiedono delle mensilità per far fronte ai problemi o per organizzare una miglior vita sociale dei proprietari (o affittuari) degli immobili e poi non fanno assolutamente un caspio.

La cosa bella è assistere alle “riunioni di condominio” fra più di duecento persone ... no, ma dico, ve le immaginate?? Spesso e volentieri si protraggono dalle nove di mattina fino alla mezzanotte, ed alle volte è necessario un giorno in più per risolvere le diatribe fra vicini o le questioni di normale amministrazione. Comunque le amministrazioni dei conjuntos fanno anche fronte ad eventuali problemi di costruzione, e ultimamente finiscono per denunciare le imprese costruttrici (due delle maggiori imprese di Bogotà –non faccio nomi- costruiscono con sputo e cartongesso, senza impermeabilizzare i tetti piani, ed hanno a carico non so quante denunce... fate attenzione a quello che comprate qui in città... ;D ).

Comunque quando sono arrivato a Bogotà, vivevo in una casa di tre piani in estratto 4, 90 mq senza giardino in un’urbanizzazione chiusa, e fra affitto e spese mi andava circa 1.000.000 di pesos (ci vivevo solo e l’euro era a 3.000 pesos ... ora sta a circa 2.500).

E gli stipendi come sono?

qui i minimi sono fissati per legge. Lo stipendio minimo normalmente viene con “viatico” di trasporto, prestazioni di legge (cesantias, sanità e pensione) e percentuali (nel caso siate venditori).

stipendio minimo: 535.600 pesos –fissato annualmente per decreto presidenziale dal ministerio proteccion social-

viatico di trasporto: 62.300 pesos –fissato annualmente sempre per dcreto, dal ministerio proteccion social-

prestazioni di legge: dipendono molto dalle affiliazioni dei lavoratori, ma circa stanno sui 200 – 250 mila pesos (se non ricordo male vanno in percentuale allo stipendio percepito, e comprendono copertura sanitaria, pensione e cesantias – le cesantias sono una sorta di... mmm... risparmio forzato che il proprietario di un’impresa versa allo Stato così che i suoi dipendenti si possano comprare una casa)

percentuali: ce n’è per tutti i gusti ... dallo 0,5% fino al 25% e dipendono da quello che si vende e dalle modalità di vendita ... ma è un discorso complesso e forse ve ne parlerò più avanti.

Ovviamente il minimo é riconosciuto alle persone che fanno lavori non specializzati. Di solito le imprese pagano il minimo i primi due mesi di lavoro, che vengono considerati come mesi di prova, poi c'é sempre spazio per le contrattazioni, una volta conosciuto il dipendente e vedendo come lavora.

Ricordate che grazie ai disastri che stanno facendo in Europa con l'Euro, il cambio attuale é a 2.511 Pesos per Euro, e questo è quanto. Penso di essere stato esaustivo, ma se volete sapere altro o di piú, c'é sempre la mia mail alla quale scrivere... :D

domenica 3 luglio 2011

Da un'intervista di italiansinfuga...

 Direttamente su italiansinfuga trovate l'intervista qui riportata e l'altra intervista della quale si parla.

Giovanni Pacciani ha recentemente iniziato il blog ‘Vivere in Colombia‘ con il quale vuole condividere la sua esperienza di emigrazione in Colombia.

Da cosa è nata l’idea di creare un blog?

Quando mi sono trasferito in Colombia ero alla disperata ricerca di informazioni che fossero “utili”, ed ho navigato in lungo e in largo diversi siti, blog, forum, ma sinceramente ne ho trovati solo un paio che meritavano davvero di essere inseriti fra i preferiti del browser e letti con cadenza quasi diaria.

Ciò che mi ha lasciato basito è stato il leggere (anche col senno di poi) la quantità di luoghi comuni, di disinformazione, ma soprattutto di distratta e scarsa “obiettività” che ruota intorno alla Colombia
Questo, unito al puro piacere di scrivere, ha fatto si che un giorno decidessi di dire la mia lasciando varie informazioni liberamente accessibili, per chiunque avesse avuto voglia di leggerle, sul paese che in qualche modo mi ha adottato.

Anche perché, Aldo, il problema è che la maggior parte dei siti su questo paese non fanno altro che indorare la pillola Colombia affermando che è bellissimo vivere all’ombra di una palma in quel della costa del Caribe con la brezza marina che ci accarezza la pelata. Tanto bello, per carità, ma innanzitutto per farlo bisogna sapere cose più terra terra…

cosa costa la Colombia, che visti posso fare, cosa posso vedere e dove non posso andare, che investimenti posso fare e che possano dare stabilità alla mia palmetta-casa, malizie indigene che è bene conoscere prima di ritrovarsi la fregatura, chi mi può orientare se voglio aprire un negozio, o se voglio investire, o se voglio comprare una casa…

questo è quello che si trova (o si troverà) sul blog.

Quali sono le domande più comuni che ti vengono sottoposte?

Ora come ora i miei followers si possono contare sulla punta delle dita, e si uniscono a coloro che mi hanno aggiunto su facebook dopo l’intervista che mi hai fatto su italiansinfuga che sono altrettanti, quindi le domande non sono molte, nonostante l’attenzione che ruota intorno a questo paese.

Però la cosa interessante è che le domande vertono quasi esclusivamente sui visti che è possibile fare in Colombia, uniti a una breve storia di quello che vorrebbero fare i potenziali fuggitivi dall’Italia, con conseguenti dubbi mirati su com’è la situazione in Colombia, costo della vita, possibilità, ed eventuali consigli.
Con tutti cerco di evitare i facili consigli, tendendo ad essere il più possibile obiettivo sul cosa potrebbero incontrare qui, ed entrando in dettagli se conosco la situazione della quale si parla. Quando invece non conosco i dettagli, alcune domande continuano a ronzarmi in testa finché non conosco qualcuno del settore o leggo trafiletti o articoli a tema sui periodici, ed allora cerco di informarmi a fondo per poi produrre materiale per il blog.

Quali sono i malintesi più comuni per gli italiani che sognano la Colombia?

Che sia la terra delle opportunità perché qui vivono degli “indios” è uno dei malintesi più frequenti… non sai quante volte mi è capitato di incontrare questo tipi di mentalità negli stranieri che sono passati per di qui (e a ragione non si sono poi fermati).

In realtà la situazione è molto buona per quel che riguarda l’economia, ci sono professionisti in vari campi, il numero dei colombiani che ha studiato all’estero è aumentato, le scuole hanno buoni insegnanti in diversi campi… niente che non si possa leggere in qualsiasi sito di economia… si le opportunità ci sono, ma nulla viene regalato, soprattutto qui.

Si può iniziare con un piccolo gruzzolo e portare avanti la propria attività (o professione) quasi “combattendo” ogni giorno, però se si pensa di non muovere un dito e vivere bene, bisogna dimenticare la Colombia… a meno che non si abbiano abbastanza migliaia di euro per ottenere una buona rendita per vivere serenamente.

L’altro malinteso comune è che con poco si vive bene. Io parto dal presupposto che bisogna fare attenzione alle affermazioni che si scrivono e a come la gente che le legge le interpreta (ne ho avuto la conferma col blog)… alle volte ci si innamora di un’affermazione perché si vuole fortemente un cambio, ma davvero non ci si domanda “cosa significhi con poco” (e quanto è quel poco) e non si fanno i dovuti brainstorming soggettivi su “che cosa significa vivere bene” (e quindi che tenore di vita si deve mantenere come conseguenza). Presto pubblicherò una “lista della spesa” sul blog, così che qualsiasi persona si possa fare i conti in tasca e sapere se ne vale la pena o no.

Altro malinteso, legato al precedente (e comune alla maggior parte dei siti sulla Colombia) è credere che arrivare senza un euro in tasca ed aprire il baretto sulla spiaggia vivendo di rendita vendendo piadine tutto il giorno, vi possa dare la serenità economica e personale che cercate.

Attenzione … se da un lato aprire qualsiasi attività in Colombia è facile burocraticamente (occhio che le leggi cambiano velocemente, qui), farla fiorire è un altro paio di maniche: ricordate che qui i commercianti sono assolutamente spregiudicati e aggressivi (come dice Massimo Maccanti per la sua pizzeria) nel modo di fare affari… lasciate a casa la mentalità europea e cominciate a rendervi conto che il paese, la cultura, il business, la gente sono diversissimi. Tanto per dirne una, qui l’affermazione “verba volant, scripta manent” è oro colato, non vale darsi la mano e mettersi d’accordo.

Burocrazia colombiana per un italiano, facile/difficile?

Sapendo a chi rivolgersi, dove trovare le informazioni e dove andare, è facilissima (anche a questo dovrebbe servire il blog).

Se tralasciamo i veri templi della burocrazia come il Ministerio de Relaciones Exteriores e il DAS, dove normalmente ti danno la metà delle informazioni che ti servono (e comunque la situazione è migliorata rispetto a quasi due anni fa), nella maggior parte dei luoghi amministrativi per eccellenza si prodigano nell’aiutare l’utente (se poi è straniero, sono molto alla mano).

Il consiglio è solo quello di non ridursi all’ultimo giorno nel raccogliere le informazioni che servono, perché il rischio è che manchi qualcosa e girare mezza città per un unico foglio non è propriamente possibile… soprattutto a Bogotà.

…ricordo ancora quando, arrivato da pochi giorni a Bogotà, mi ero messo in testa di fare la patente internazionale… mi servivano cinque o sei documenti, fra cui un numero di conto bancario; vado in banca e mi chiedono altri cinque o sei documenti fra cui la cedula de extranjeria (carta di identità); vado al DAS per la cedula e mi chiedono altri documenti e il visto che non sia turistico; vado al ministero e risulta che devo fare la tarjeta profesional di architetto; vado alla società colombiana degli architetti e mi chiedono l’autenticazione del titolo; vado al ministero dell’istruzione e ovviamente vogliono i documenti dall’Italia con apostille e traduzione… e tutto per fare la patente… ma a quel tempo non avevo la più pallida idea di cosa volesse dire vivere in un paese straniero.

Fra l’altro ho poi scoperto che qui in Colombia per la polizia metropolitana di Bogotà nemmeno serve la patente internazionale.

Comunque tornando alla burocrazia, anche le informazioni che normalmente si trovano su brochures, bacheche e internet sono ben fatte e spesso “for dummies”… ma mediamente possiamo dire che la burocrazia colombiana ricorda da vicino quella italiana.

A chi sconsigli l’emigrazione in Colombia?

La Colombia non è una terra per tutti, dispiace dirlo ma è così.

Innanzitutto la sconsiglio a chi è troppo rigido. Ci vuole un bel grado di adattamento e di malleabilità per far fronte allo stress del “choque cultural”, salvo che non ci sia un fattore (o un ideale) molto grande che permetta l’adattamento.

Poi la sconsiglio a chi non vuole rimboccarsi le maniche e lavorare per inseguire il proprio sogno; a meno di non avere un discreto gruzzolo da investire, la Colombia è un paese molto costoso, e per mantenersi e vivere bene bisogna avere una buona entrata. Qui, senza peccare di ottimismo, ci sono molte opportunità ma le cose non cadono addosso senza fare niente, e bisogna lavorare e approfittare degli spazi lasciati da quella che si può definire “mancanza d’inventiva” colombiana. Anche se d’inventiva ne hanno molta, sono pochi quelli che veramente sanno come e dove indirizzarla.

Per continuare la sconsiglio a chi ha un’idea ben precisa in testa, che è quella di guadagnare un sacco di soldi come libero professionista. E’ possibile (reinventandosi), ma ci sono paesi ben più remunerativi della Colombia… che al contrario vedo più come terra di commercio… e anche lì bisogna avere un bel pelo sullo stomaco per trattare coi locali, soprattutto perché la mentalità europea la apprezzano, ma per certe cose non serve a nulla.

Infine la sconsiglio a chi crede che la Colombia sia il Paradiso Terrestre, o le Nuove Americhe. A chi crede, insomma, che con poco vive e che portando agli autoctoni l’acqua calda, sia tutto un piegarsi di schiene gridando al miracolo.

Non siamo nel terzo mondo. Nonostante i colombiani debbano apprendere abbastanza cose, ed apprezzare nuove tecnologie e nuove maniere per applicarle, siamo nell’era dell’informazione… tutto il mondo può “sapere”, però bisogna che il terreno sia fertile anche civicamente e politicamente per poter fare determinati passi. Colombia è appena entrata in “questo” mondo di differente coscienza nelle cose.

Qual è il tuo sogno per il blog e la comunità italiana in Colombia?

Forse è un sogno molto grande, però vorrei che il blog diventasse un punto di riferimento importante per tutti coloro che scappano e che trovano nella Colombia una motivazione forte per riprendere a vivere i propri sogni.

Vorrei che gli italiani che vivono il quotidiano colombiano fossero davvero una comunità con tutti i crismi. Gente che si conosce, che si scontra tutti i giorni con problematiche più o meno grandi della vita in Colombia, che lavora in settori differenti e che quindi conosce realtà differenti e soluzioni differenti.

Credo sarebbe meraviglioso per un expat arrivare in Colombia con già delle risposte alle domande più importanti, con i documenti necessari, con le conoscenze necessarie per sviluppare il proprio negozio o la propria attività, ma anche arrivare ed avere risposte a quesiti più semplici come: da chi vado se mi serve il dottore o un dentista? Arrivare in un paese straniero ed avere la “conoscenza”, vuol dire aver fatto la metà del lavoro.