Scrivete a:

http://img.easyvoyage.com/logos/esv/blog/esv_blog_IT.png

Commenti, dubbi, perplessità o anche solo per conoscerci: terre_rosse chiocciolina hotmailpuntoit

Visite in 7 giorni

lunedì 15 aprile 2013

Cultura di Colombia: Bogotá

Ricordo ancora con un sorriso quando presi la decisione di venire a vivere in Colombia. Il sorriso fu più che altro per i commenti che qualcuno mi faceva a controcanto quando comunicavo che volevo venire qui ... in questa terra quasi sconosciuta e quasi dimenticata dalle tradizionali rotte turistiche: ma ... e ci sono le strade là? Ma ... e vai a vivere in mezzo alla foresta? Ma ... e le case esistono? Ma ... e là sono tutti mulatti? Ma ... e la violenza? Ma ... e la droga? Ma ... e ci vai senza sapere la loro lingua (forse si riferivano al Arawac, al Chibcha o al Caribe)?

Ora ... qualcuno lo diceva per prendere per le chiappe, ma qualcuno ci credeva davvero!! Al che io sorridevo e dicevo: ma gente, geneticamente proveniamo da un popolo di grandi esploratori e cadiamo su queste ovvie banalità da pantofolai che ignorano che il mondo è andato avanti dai tempi di Colombo? E quindi ... quest’articolo è anche per voi ... che ignorate che la città dove vivo è una città tutta da vedere, vivere e scoprire. Mancate solo voi, per visitarla, proprio come in questo video degli Aterciopelados. E allora ... Bogotá ... in un video musicale!

Una joya brilla entre montañas, imponente, Bogotá / Bella, misteriosa, fascinante, que romántica ciudad / Mil sonidos que escuchar, tantas calles por andar / Cada estrella una ilusión / La vida es intensa aquí, y solo faltas tú, Bogotá / Y solo faltas tú / Aquí tú tocas cielo, y vuelas sobre el suelo / Metrópolis bicolor, la vida está de fiesta aquí / Y solo faltas tú, Bogotá / Tu niebla me abriga, San Victorino me fascina / En Teusaquillo yo brillo, en Usaquén me siento bien / Aquí no caen las hojas, aquí escribimos estrofas / Monserrate me eleva, tú ven cuando puedas, Bogotá / Que linda es Bogotá / Diversa Bogotá, ven cuando puedas / Y solo faltas tú / Es la ciudad donde nací / Y te esperamos / Aquí.
Vista di Bogotá dal mirador de "La Calera".














Il video apre con la vista di Bogotá dal "mirador" di Monserrate, del quale parleremo in seguito. Un altro "mirador" famoso di Bogotá che purtroppo non è stato inserito nel video è sulla salita (molto apprezzata dai ciclisti locali) che dalla calle 86 con carrera 7, porta al pueblo de "La Calera". E’ talmente vicino alla città e talmente conosciuto, che non credo di conoscere un colombiano, o uno straniero, che passando per Bogotá non si sia fatto almeno una foto ricordo dal mirador. Il posto è apprezzato per essere tappezzato di ristoranti, discoteche e piccoli chioschi nei quali è possibile sgranocchiare qualcosa (arepas, chorizo, mais abbrustolito, empanadas, ...) e bere, oltre a un buon tinto bollente, il canelazo. Utile soprattutto perchè siete sopra a Bogotá (quindi sopra ai 2600 s.l.m.) e caldo non fa. =)

Seguono le immagini del nuovo aeroporto "El Dorado" (aperto circa a metà del 2012) del quale è assolutamente vietato chiedermi una critica architettonico/urbanistica e ... beh qui interpreto ... la facciata di una casa con un noce giallo su sfondo rosso. Interpreto nel senso che non ne sono certo, ma visto che il "nogal" è il simbolo della città di Bogotà, ed i colori della sua bandiera, derivante dalla bandiera spagnola, sono appunto il giallo (rappresentante giustizia, clemenza e virtù) e il rosso (libertà, salute e carità)... è facile capire perchè sia stato usato in un video su Bogotà.

La toma del palacio de justicia de Bogotá













Poi ... ci si sposta direttamente nel cuore di Bogotá, dove questa città trova i propri natali, ovvero nel barrio de "La Candelaria". Nel video, quel "portale architettonico" che si vede sulla sinistra fa parte del nuovo palazzo di giustizia (il vecchio è stato distrutto dopo la tristemente nota "toma del palazo de justicia" del novembre del 1985) ed alla sua destra la chiesa simbolo della città che è la "Catedral Primada de Bogotá" ("Catedral Basílica Metropolitana de la Inmaculada Concepción" nel suo nome completo). Siamo fra le carreras 7 e 8 con le calles 10 e 11 nella piazza principale di Bogotá che è "Plaza de Bolívar". La zona è permeata di storia e di curiosità (La casa del Florero, El mono de la pila, ...), è un gigantesco centro culturale, civico ed amministrativo, base della maggior parte delle università e dei palazzi di Governo, zona di teatri, di atelier di artisti ... ma purtroppo mi ci vorrebbero decine di articoli per raccontarvela.



Il video ci mostra successivamente il cerro di Monserrate, al quale si arriva (dalla calle 2 con carrera 21) con la funicolare, con la teleferica, oppure si fa come tutti i fedeli che fanno un voto e poi si percorrono a piedi tutti e 1500 i gradini che arrivano fino a quota 3.152 s.l.m. dove è situato il “Santuario del Señor Caído de Monserrate”. Alla zona sono legate leggende (la leyenda del pie rígido e la leyenda del venado de oro) e credenze (una classica è che salire fino a Monserrate con la morosa, porta sfortuna alla coppia, ma la sfortuna non vi colpisce se siete sposati). Dovete informarvi, però, prima di pianificare la camminata, perchè non è infrequente che venga chiusa per la manutenzione annuale ... addirittura ricordo che l'anno che arrivai in Colombia la chiusero perchè era a rischio frana. Probabilmente è proprio per evitare il rischio che ogni anno la chiudono in un determinato periodo per farle manutenzione.

Vista di Bogotá dal cerro de Monserrate
















Infine passiamo sulla Calle 80 vicino all’incrocio con l’Avenida Ciudad de Cali (credo sia la 80 per via dela corsia riservata al Transmilenio), mostrano la teleferica sopra citata e dei "malabaristas" (giocolieri) allenandosi nel "Parque de los Periodistas", vicino al "Templete del Libertador" (sullo sfondo il Transmilenio, il trasporto massivo della città, e la caratteristica nube da pioggia sui cerros retrostanti). Il parco è situato sulla Avenida Jiménez de Quesada, che nel 1997 è stata opera di un ambizioso progetto di ristrutturazione dello spazio urbano ed è oggi conosciuta anche come "Eje Ambiental". Molto interessante da percorrere, soprattutto considerando che è stato ripulito e sistemato meno di due mesi fa. Gli stessi bogotani avvisano: "...se recomienda acudir con cámara de fotos durante el recorrido...". Una curiosità sul tempietto di Bolívar: è stato progettato da un italiano, ed il basamento è la casa di un artista incaricato di ristrutturare i monumenti rappresentativi dello Stato e dei personaggi che hanno contribuito alla storia della Colombia.

Il Templete del Libertador. Foto presa dal blog di Tatiana Salazar.













Dopo alcuni fotogrammi di vita vissuta, vediamo un pezzettino del lago del Parque Metropolitano Simón Bolívar, il polmone verde della città con un’estensione superiore al Central Park di New York, conta più di 400 ettari. Nonostante si possa considerare come un "megaparco", i bogotani tendono a riferirsi ad esso definendo ogni unità come elemento a sè, è per questo che parlando del Simón Bolívar si dovrà definire se parliamo del Parque Central, o dei parchi satellite (Parque el Salitre, Parque Recreo-Deportivo El Salitre, Museo de los Niños, Parque de "Los Novios", Palacio de los Deportes, Complejo Acuático Simón Bolívar, Unidad Deportiva El Salitre, Centro de Alto Rendimiento, Biblioteca Virgilio Barco, Plaza de los Artesanos, Jardín Botánico José Celestino Mutis). Comunque a Bogotá esistono moltissimi altri parchi, al di là del Bolívar: Santander, Tercer Milenio, Bosque de San Carlos, Tunal, el Recreo, Ciudad Montes, de la Independencia, el Renacimiento, de la 93, el Virrey, fra quelli che ricordo sul momento... ma sono molti molti di più.

La mappa del megaparco...













Seguono artisti di strada e concerti ... ricordiamolo, che Bogotà è stata capitale Iberoamericana della cultura nel 2007 ed è sede di importanti fiere, opere teatrali, concerti (per citare il parco di cui sopra, Rock al parque in luglio, Jazz al parque in settembre, Hip Hop al parque in ottobre, Salsa al parque in agosto, Ópera al Parque in novembre, Colombia al Parque in luglio, sono alcuni).

Programma di "Rock al parque 2013".












Il video poi mostra alcuni fotogrammi di edifici (fra i quali la Torre Nord de la Ciudadela San Martín –qui vista da nord verso sud sulla carrera settima, mi pare-, il Palacio de San Francisco, il Museo del Oro con alcuni interni del medesimo), le calles della Candelaria (almeno ... salvo vaccate a me sembrano nella Candelaria), la ciclovìa, alcuni fotogrammi dell’ultimo festival iberoamericano del teatro (che meriterebbe un articolo a parte), un museo, il giardino botanico, scene di vita in città e nella savana di Bogotá, passando dalle immagini della "Laguna de Guatavita" (che ha dato origine alla leggenda del El Dorado), shopping, lavorazione del cuoio, fino a tornare a Monserrate.

Giusto un paio di appunti:

La torre nord della Ciudadela San Martín è stata terminata nel 1983 e con i suoi 47 piani per 171 metri di altezza è stata per anni fra le prime dieci torri più alte dell’America Latina. Per la difficoltà di costruzione, ma soprattutto perchè fu abitata solo vent’anni dopo è stata considerata la “cattedrale nel deserto” di Colombia, ed ha segnato la fine della costruzione di grattacieli sopra ai 100 metri a Bogotá per parecchio tempo, finchè non furono inziati i lavori del Parque Central Bavaria e della Torre Colseguros.

La torre nord della Ciudadela San Martín, vista da sud a nord sulla carrera settima.













A Bogotà esistono le vie ciclabili (ciclorutas), però tutte le domeniche ed i giorni festivi, vengono chiuse al traffico le carreggiate delle strade principali (non tutte) per permettere ai bogotani di sfruttare spazi creativi e sportivi che vengono principalmente utilizzati per il trasporto in bicicletta, e creando così quelle che vengono chiamate ciclovìas. La città è stata pioniera nella proposizione delle ciclovìas, e conta con la rete viaria per bicicletta più grande dell’America Latina (circa 100km).

Mappa delle ciclabili a Bogotà. E' ... gigantesca!! Presa dal sito del Comune di Bogotà.





















Bogotá ha un’ampia offerta di musei, ubicati perlopiù nel centro della città: Oro, Botero, Nacional, de las Esmeraldas, de la Independencia, de la Moneda, de La Salle, de Arte Moderno, de Arte Colonial, de los Niños, Aeroespacial, Geológico, Militar, de la Policía, ecc.

Dal santuario di Monserrate, il video prosegue con una galleria di luoghi sacri: il "Santuario del Divino Niño Jesús", fondato dai salesiani nel 1935 (uno dei luoghi di pellegrinaggio più famosi e frequentati della Colombia), ed una bella immagine dell’altare in marmo raffigurante il Cristo Risorto; passando poi per la "Iglesia Nuestra Señora del Carmen", quasi contemporanea del santuario sopracitato, in stile gotico e progettata da un architetto italiano dell’Ordine dei Salesiani (anche qui possiamo ammirare un interno); e la croce della riconoscibilissima "Catedral de Sal de Zipaquirá", una Chiesa di circa 8700 mq costruita dentro a una miniera di sale ora in disuso, ed il "frontone campanario" della chiesetta che sta di fianco alla Catedral Primada de Bogotá (purtroppo non ricordo come si chiami, ma credo che sia l'Arcidiocesi...). Parlando di miniere di sale, non è la stessa cosa siamo d'accordo, ma a livello di atmosfera interiore io preferisco di gran lunga la sorella minore di Zipaquirá che è la "miniera di Nemocón".

Lo specchio d'acqua dell'entrata alla miniera di Nemocón.














...intermezzo di "tren de la Sabana"...

Monserrate, altre scene di vita bogotana, fra le quali vediamo un angolino del Monumento a Rafael Uribe nel Parque nacional Enrique Olaya Herrera, l’edificio della camera di commercio centrale della calle 26, che ha vinto un premio di architettura e che è posizionato in una zona relativamente interessante per gli uffici di rappresentanza, i campi da golf (probabilmente qui mostrano il campo del golf club “el Country Bogotá 3”), l’edificio del comune di Bogotà (Palacio Liévano nella plurinominata plaza Bolívar), una calle della Candelaria con i caratteristici balconi chiusi in legno, tipici dell’architettura coloniale, la cupola del centro interattivo Maloka con la "scultura" dei due anelli, scene dal Parco di divertimenti del Salitre Mágico, la plaza Bolívar, il camminamento che sale a Monserrate, in una delle scene in movimento si vede il supermercato Éxito del centro commerciale Gran Estación, a lato di Cine Colombia, ritornando attraverso scene di vita alla plaza Bolívar.

Foto della Camera di Commercio di Bogotà presa da skycraperscity (nel thread corrispondente ci sono altre foto degli edifici della zona). Peccato sia tagliata in alto ...



















E poi fiori ... frutta, verdura ... un signore che si mangia un Aguacate (Avocado). Qui non è raro vedere, agli angoli delle strade dei barrios, dei carrettini che vendono frutta e verdura ... ma credo che il più frequente sia proprio il carrettino dell’aguacate, che si mangia "così". Fetta, sale, via andare, e passa la paura! Piatti e vini della gastronomia gourmet di Bogotá ... come dicevo in un altro articolo, qui esistono ristoranti da far impallidire i tre stelle Michelin ... si vedono anche un paio di bicchieroni di "jugos naturales" (succhi di frutta al naturale) che sono una tradizione colombiana a tavola (si, è stato difficile abituarcisi, nonostante siano buonissimi), ed infine Andrés Carne de Res a Chía. Uno dei ristoranti di carne, forse, più conosciuti a livello di America Latina ... e non scherzo ... lo conoscono perfino in Messico! Comunque ne avevamo parlato in un altro articolo di Andrés (devo decidermi a mettere un benedetto motore di ricerca nel blog), quello che non avevo detto è che non è solo ristorante ... ci si balla pure, dentro, come da immagini del video.

Io andrei a mangiare in altri ristoranti ... per esempio questo della foto ... per esempio è uno di quelli che ho ristrutturato io, ma non ha niente a che vedere. =P




Ed il video conclude con il Santuario "Nuestra Señora de Guadalupe", costruito nel 1945 sui 3.260 metri del cerro di Guadalupe, mostrandoci la statua di 15 metri d’altezza della "Virgen de Guadalupe", il Monumento a Rafael Uribe nel Parque nacional Enrique Olaya Herrera ed un tramonto della città. Il cerro di Guadalupe e quello di Monserrate sono i "cerros tutelares" di Bogotá, ed alcuni "indígenas" li chiamavano: il piede di nonna (pie de abuela - Guadalupe) ed il piede di nonno (pie de abuelo - Monserrate).


E dopo l'atardecer, arriva la notte... foto presa dalla pagina Facebook I love Bogotà.





















E ... beh, una critica personale per chiudere ... Bogotá è molto di più di ciò che si vede nel video, anche perchè racchiudere una città da 9 milioni di persone in tre minuti e mezzo scarsi è complicato ed è più che normale lasciare fuori moltissime cose, ma personalmente sarei uscito un po’ di più dai confini del centro città. Certo è che il video è istituzionale (girato per conto di Bogotá Humana, Alcaldía Mayor de Bogotá e Instituto distrital del turismo), e sicuramente sarà stato anche patrocinato da ... mmmm ... qualcuno (chissà chi). Quindi, qui come in Cina, chi promuove e chi paga, scelgono. =) E ... non voglio macchiare il video dicendo le solite cose note sul fattore sicurezza. Ne abbiamo già parlato e sapete cosa ne penso. A presto!!

NB: per aver portato a mia conoscenza il video, ringrazio Ingrid. =) ...ma soprattutto per alcune "dritte" sui luoghi del video ringrazio Diana!! =D

giovedì 11 aprile 2013

Gli stipendi in Colombia


Buenas noches!! Qualcuno di voi si fregherà le mani leggendo (finalmente) quest’articolo … sono riuscito a trovare in un trafiletto su un noto giornale nazionale, alcuni riferimenti agli stipendi in vigore in Colombia (per lo meno una parte di essi). L’articolo in questione metteva il punto sul fatto che in Colombia quasi tutte le imprese preferiscono pagare fra il 6% e il 22% dello stipendio con dei "buoni benzina" o dei "buoni pasto" ed il resto in contanti (o assegni, o bonifici, o quello che è)… percentuale che ha effetto sul netto, visto che non intacca le prestazioni di legge (cesantías, primas, vacanze, arp, eps, eccetera), ma c’erano buoni riferimenti per arrivare a scoprire quanto si guadagna in Colombia.

L’aumento dei salari, normalmente, segue la percentuale d’aumento dell’indice dei prezzi al consumatore (IPC - índice de precios al consumidor), che è anche il parametro di riferimento sul quale il governo colombiano fissa ogni fine anno, il nuovo SMMLV (che vi ricordo essere il salario legale vigente minimo mensile, che quest’anno ammonta a 589.500 COP), ma non è raro che vi siano aumenti percentuali superiori o inferiori a questo dato, fra un ±2%, ±4%.

Andamento di IPC, SML e corrispettivo incremento dei salari in Colombia fra il 2003 e il 2010 (fonte: el empleo)



Perchè è difficile riuscire a scovare dei dati certi sugli stipendi in Colombia?

Per vari motivi. In primis per l’estrema variabilità esistente nella correlazione stipendi/settori (ovviamente non è lo stesso essere manager operativo di un’impresa farmaceutica e di una di telecomunicazioni); poi per la tendenza delle imprese a pagare in relazione ai risultati (quasi a riconoscere un plus di produzione); non ultimo per il tema della sicurezza, che è quello che più preoccupa le persone che ricoprono determinati incarichi.

Ma i dati sugli stipendi che sono alla fine dell’articolo, da dove provengono?

Da una costola del gruppo spagnolo "Grupo Seeliger & Conde" che in Colombia ha fondato, appunto, un’impresa che si chiama Human Capital Consulting; ogni anno, grazie a un database ampio di imprese, forniscono dati freschi sugli stipendi medi colombiani e "curiosità statistiche" che per il mercato hanno sicuramente una certa importanza. I dati di Human Capital Consulting viaggiano su un range di ±10% rispetto ai dati di altre imprese che lavorano nello stesso settore (Pricewaterhouse Coopers, Acrip e Hay Group), ma pare che dal mercato colombiano vengano considerati come i più attendibili (...fonte giornalistica... quindi, forse, di dubbia veridicità =P ).

I Pesos colombiani (mancano i tagli da 1.000, 2.000, 5.000 e le nuove monete)












A proposito di "curiosità statistiche", gli studi di HCC rivelano che: per circa il 60% dei lavoratori stipendiati è più importante il posto fisso che il livello di retribuzione; che su 10 milioni di stipendiati, circa 500mila hanno entrate mensili superiori ai 3.500.000 COP, mentre circa 3 milioni e mezzo ricevono il minimo; che i settori che pagano meglio sono miniere ed energia, consumo massivo, telecomunicazioni ed industria farmaceutica, mentre i settori "di mezzo" sono alta tecnologia e finanza, ed i settori dove i salari sono più bassi salute, servizi, assicurazioni e costruzioni (...sono felice...); che i salari più alti per incarichi direttivi sono a Bogotà, mentre quelli per i managers sono a Cali.

Nei dati che vi fornirò, bisogna considerare che si parla di "stipendi lordi mensili", quindi stipendi con incluse le prestazioni di legge (cesantias, primas, ecc) ... tenete anche in conto quanto ho scritto nel paragrafo anteriore, ovvero che sono dipendenti strettamente dal settore nel quale si opera (dati in milioni di pesos colombiani):

Vicepresidente comercial: 28
Vicepresidente financiero: 23
Contralor: 18,5
Gerente de operaciones: 18
Gerente financiero: 17,5
Gerente de mercadeo: 16,5
Decano de facultad: 16
Gerente de recursos humanos: 14,5
Gerente de sistemas: 14
Director jurídico: 11,5
Auditor: 10,5
Jefe de comercio exterior: 7
Chef: 6,5
Abogado: 4
Secretaria ejecutiva: 3
Analista de sistemas: 3
Almacenista: 2
Auxiliar contable: 1,5
Liquidador de nómina: 1,5
Auxiliar archivo: 1
Conductor: 1

"Il Quarto Stato" di Giuseppe Pellizza da Volpedo - 1901










Dovete anche tenere in conto la tendenza di questi ultimi anni delle imprese colombiane di andare verso un tipo di remunerazione (per la maggior parte degli incarichi) variabile associata ai risultati, anche se era una prerogativa, nell’immediato passato, dei settori commerciali e di vendita.

Ad ogni modo, legati agli stipendi, ci sono due link che vi voglio proporre. Uno che non ho ancora avuto il tempo di valutare bene, ma che a una prima occhiata mi sembra interessante, è quello di "Guía salarial". L’altro è di un articolo che sicuramente vale la pena leggere, anche se è datato: uno "speciale" di Semana (settimanale colombiano di attualità) del settembre 1988 su "quanto guadagna la gente". Magari non vi interessa proprio perchè è datato, ma intanto è per pura curiosità ... e alla fin fine se facciamo un aggiornamento degli stipendi per interpolazione sul SMMLV, magari si trovano i corrispettivi attuali. Pensateci. =)

Uno studio che sicuramente vi interesserà, a proposito di lavoro, è quello pubblicato da "el empleo" (che altro non sono che i clasificados, ovvero gli annunci di lavoro de El Tiempo) su quali sono le dieci professioni più remunerate in Colombia.

NB: i dati, a parte il SMMLV, fanno riferimento all'anno 2011.

mercoledì 20 marzo 2013

Investire in Colombia: importare/esportare in/da ... che passione!


---Parte I---

E finalmente eccoci a parlare anche di importare in / esportare da ... un aspetto affascinante e anche complesso del Vivere in Colombia. Vi confesso che non so se questa pratica sia uguale in tutto il mondo, indipendentemente dalle norme INCOTERM che un bell’aiuto lo danno ... però voglio condividere con voi le cose apprese su questo tipo di business ... e riordinare anche un po’ le idee, visto che è ormai passato un anno da quando ho assistito a quattro seminari full-immersion di 4 ore ciascuno sul tema, nei quali si sono trattati argomenti quali strategie di posizionamento internazionale, investigazioni di mercato, logistica, documenti e trafila burocratica delle import/esportazioni, e cose così.


I seminari sono stati davvero interessanti ... anche per un Architetto. Nonostante siano stati intensi (due giorni per otto ore ciascuno), sono stati gestiti intelligentemente, spiegando con semplicità i concetti trattati ... anche per chi non aveva la più pallida idea di che cosa si stesse parlando (tipo io). Tutti e 4 i seminari erano gratuiti ... che non fa mai male. Promossi da Zeiky & Proexport ... colossi colombiani sul tema delle import/esportazioni. Unici obblighi: sapere lo spagnolo (almeno a livello ... mmmm ... B2?) ed avere una società o impresa costituita legalmente in Colombia. Unico neo: avrei voluto continuare con le successive 44 ore di seminario (che avevano un costo di 400.000 pesos, circa), ma ho soprasseduto perchè di lì a poco sarei dovuto rientrare in patria. Comunque vi racconto la mia breve ed intensa esperienza, non si sa mai che a qualcuno possano servire questi spiccioli di conoscenza.

Due raccomandazioni prima di iniziare l’articolo:

1.– non mi chiedete nulla che si avvicini anche da lontano a un “posso importare il prodotto X”? Io sono un consumatore, vero, ma non sono un marketing manager per darvi un aiuto solido in tal senso. Vi posso indirizzare a imprese che fanno questo tipo di mestiere e che vi potranno dare una mano con totale ed assoluta professionalità, ma per favore non lo chiedete a me. Diverso è chiedere se “esiste il prodotto X in Colombia”? Se non lo so, vi rispondo con un onesto “non ne ho idea” e finisce lì. Oppure chiedo... qualcuno che ne sa si trova sempre.

2.- non mi scrivete chiedendomi “cosa devo fare per importare il prodotto X”? Capite anche voi che già il mio tempo è limitato, se mi devo anche fermare a scrivervi un poema epico su come importare detto prodotto, non andiamo da nessuna parte. Piuttosto fatemi domande specifiche, tipo “dove trovo informazioni sulle accise per il prodotto X”? Domanda opportuna. Le trovate qui, sul sito della DIAN, perciò potete anche tralasciare di farmi questa domanda ...

Ma cosa sono Proexport e Zeiky?

Proexport è un ente amministrato da privati, ma creato con fondi pubblici. Cito: “…nasce nel novembre del 1992 attraverso un accordo di trust commerciale fra stato colombiano e commercio con l’estero colombiano. Viene creato allo scopo di fornire servizi o strumenti non finanziari per promuovere l’esportazione e la cultura dell’esportazione...”. Senza perdersi in preamboli, sul sito trovate tutta la storia, ma soprattutto su youtube c’è un canale apposito di Proexport con una serie di video interessanti. E comunque prendetevi un tempo per scorrere il sito in lungo e in largo, come vedrete Proexport, non si occupa solo di import/export, ma promuove anche gli investimenti stranieri ed il turismo.

Zeiky è un ente privato, costola diretta di Proexport. Cito: “...creato attraverso un accordo di agenzia fra Proexport e il Ministero del commercio, industria e turismo, nasce per fornire assistenza ed aiuto a coloro (in particolare a piccole e medie imprese) che vogliono ampliare i propri orizzonti nell’area del commercio con l’estero, mediante servizi di consulenza integrale che cercano di promuovere ed ottimizzare l’offerta d’esportazione a sostegno della produzione...”. In buona sostanza è un gigantesco database: cercate informazioni su chi esporta, dove esporta, quanto esporta a che prezzo esporta? Nella biblioteca Zeiky lo trovate. Avete bisogno di aiuto? Gli assessori di Zeiky sono lì apposta.

Quindi in buona sostanza, qualsiasi dubbio può essere risolto parlando con qualcuno di Proexport o di Zeiky... per ascoltare, ascoltano tutti... certo è che si va da loro con delle società/imprese già costituite, magari con contratti di case madri estere e cose simili, sicuramente vi prestano più attenzione. E non perchè ci guadagnino qualcosa a farlo, visto che fin dove ho potuto constatare il servizio che prestano è gratuito (per lo meno a Bogotà), ma sapete com’è ... esistono per PROMUOVERE importazione ed esportazione da/per la Colombia, quindi se si va là con qualcosa in mano che non siano belle parole e belle speranze, diciamo che si muovono anche con maggior interesse.

Bene, come importo in Colombia?

1.- Fare uno studio di mercato. Dovete avere chiaro in mente che il mercato colombiano è sicuramente diverso da quello nel quale operate normalmente, quindi tocca rimboccarsi le maniche per fare delle indagini e degli studi che vi permettano di capire se c’è spazio per il prodotto che volete importare, ma non solo. Studi che vi permettano anche di avere le idee chiare sulla “presentazione” che state dando al prodotto ... nel seminario ci hanno spiegato come, un prodotto cosmetico in scatola verde o in scatola rossa, in Russia faccia furore. Non vi so spiegare perchè, ma a quanto pare è così. Per alcuni prodotti esistono già studi di mercato per la Colombia (secondo Sandra, la persona che ci ha fatto la prima lezione) ... m’immagino si trovino a Zeiky, e quindi non esiste un link sulla web per poterli curiosare.

2.- Identificare come consegnate la mercanzia/prodotto (in fabbrica, sulla barca al porto di arrivo, sulla barca al porto di partenza, fino a casa del cliente, ecc.): ovvero, dovete identificare la norma INCOTERM corrispondente. E qui non ci son santi che tengano, in questo blog non vi posso spiegare i termini di negoziazione internazionali (per ovvi motivi) ... tocca che ve li studiate da soli. Fortunatamente non sono complicati.

Una tabella comparativa degli Incoterm 2010 - presa da questo blog.












3.- Secondo come consegnate il prodotto/mercanzia, dovete mettervi all’opera per contrattare il mezzo di trasporto corretto per arrivare fino in Colombia. Se un prodotto lo consegnate direttamente al compratore al porto di partenza, e poi ve ne lavate le mani, saltate pure questo passo. A Proexport (concordo) dicono che indipendentemente fin dove arrivi il vostro obbligo di consegna, è un bene seguire da vicino tutta la pratica di import/esportazione, per tutta una serie di motivi (che vedremo nella parte II o nella parte III).

4.- Identificazione della mercanzia/prodotto. Importantissima per tante cose, ma soprattutto per definire esattamente a quanto ammontano le tasse d’importazione che dovete pagare. Come si fa? Colombia appartiene ai 206 stati che hanno ratificato il trattato sulle imposte doganali ... ogni stato membro di questa convenzione definisce “doganalmente” un prodotto secondo un codice numerico di dieci cifre: le prime sei sono assolutamente uguali in ognuno di questi 206 paesi e ci aiutano a definire comodamente di che prodotto stiamo parlando. In Colombia questi primi sei numeri si chiamano: “subpartida arancelaria”.


Esempio di una "subpartida arancelaria".



















5.- Registro dell’importazione ed eventuali visti. Prima dell’arrivo del prodotto/mercanzia, bisogna disbrigare tutte le pratiche relative ad autorizzazioni, permessi, certificati e lasciapassare che sono necessari al processo di importazione. Questo si può fare anche via internet attraverso la “ventanilla ùnica de comercio exterior”, ma dovete previamente iscrivervi nel sito. I “lasciapassare” sono quelli dei quali abbiamo parlato tempo fa ... esistono delle entità di governo che hanno lo scopo di vigilare sulle merci in entrata e in uscita dalla Colombia (ICA, INVIMA, principalmente, ma anche FNE, AUNAP, ANM, Ministeri vari -in primis quello del Medio Ambiente-, ecc.), e senza un “visto buono” da parte di dette entità, sia l’entrata che l’uscita dal Paese di prodotti/mercanzie è impossibile.

6.- Pagare l’importazione. Ovviamente ... mica pensavate di fare tutto gratis? :) I sistemi ed i modi di pagamento sono tantissimi e tutti hanno pro e contro (assegni, lettere di credito, trasferimenti bancari, ecc)... chiedete alla vostra banca, perchè sicuro nel blog non ve li posso spiegare per lo stesso motivo delle norme INCOTERM.

7.- Finalmente, nazionalizzare il prodotto/mercanzia in Colombia ... e quindi pagare le tasse di nazionalizzazione. Tasse che andranno a gravare sulla fattura di acquisto del prodotto + trasporto + assicurazione sul trasporto, secondo le percentuali stabilite dalla DIAN. Infine ... pagate l’IVA che in Colombia sta al 16%.


Un piccolo appunto sulla nazionalizzazione: in Colombia esistono delle barriere normative che servono a proteggere il mercato interno (molti paesi le hanno, non crediate esistano solo qui), soprattutto su quei prodotti che vengono considerati un cardine dell’economia colombiana (p.es: industria tessile, industria del cuoio, industria dell’auto, eccetera), sempre sul sito della DIAN, ad esempio, troverete dei prezzi di riferimento sui quali lo stato colombiano applicherà le tasse di nazionalizzazione indipendentemente dalla fattura che produrrete. Quindi ... informarsi è bene, prima di compiere tutti i passi e ritrovarsi poi a dover pagare delle tasse altissime o a pagare meno di quello che dovete ... il rischio, in questo caso, è che il prodotto/mercanzia si blocchi al porto di arrivo e i costi portuali sono abbastanza salati (senza contare che dopo circa un mese di giacenza, la DIAN vi può confiscare tutto). In questo senso, comunque, ed anche in caso di dubbi relativi a "quali documenti di importazione dovrò presentare e quando", potete farvi aiutare dalle ex-SIA (ora AIA), che non sono altro che delle società di intermediazione doganale che, gestite onestamente, aiutano nella trafila burocratica necessaria e non sono nemmeno tanto costose. Cercatene una seria, non improvvisate.



In definitiva, importare, così come esportare, è complesso ma non impossibile. Bisogna armarsi di pazienza, ritagliarsi un tempo “onesto” per fare delle ricerche, gestire e riorganizzare le informazioni, farsi aiutare da Proexport e Zeiky (per lo meno andate a colpo sicuro e non vi fate sorprendere con le braghe abbassate dal primo truffatore di turno, magari connazionale), dividere sacrosante verità da incredibili vaccate, prima pianificare e poi agire, ma soprattutto, come in tutte le cose, bisogna lavorare parecchio perchè il proprio business decolli. Si può anche avere fortuna, ma ... meglio ridurre al minimo i rischi con le informazioni appropriate.

La prossima volta ... come esportare dalla Colombia e alcuni aneddoti che ci sono stati raccontati ai seminari. Intanto, se volete spulciare un paio di presentazioni fatte da quelli di Zeiky in merito, i link li trovate qui sotto:

Esportare dalla Colombia


A presto! =)

sabato 16 febbraio 2013

Così è (se vi pare) - Así es (si así os parece)

« ...vedi questi pazzi? Senza badare al fantasma che portano con sé, in se stessi, vanno correndo, pieni di curiosità, dietro il fantasma altrui! E credono che sia una cosa diversa... »

Bentornati a Vivere in Colombia!! Stavate scappando da altre parti, lo so, lo so ... e sono anche convinto che sia un’ottima cosa poter avere dei riferimenti e dei confronti con altre persone che scrivono sulla Colombia. Quello che mi piace meno è quando, dal civile scriversi, si arriva alle offese personali. D’altra parte si sa che quando si è particolarmente in vista perchè si scrive di vita vissuta in una Nazione, si diventa bersagli anche di coloro che leggono, in definitiva, ciò che vogliono leggere ... o che, peggio, “vedono” della Nazione di cui si parla, ma non sono in grado di ammettere che tutto il “male” del quale io scriverei, arriva dalla loro personale distorsione di ciò che realmente è scritto su queste pagine virtuali. “Vivere in Colombia” non è certo un canto d’amore delle umane genti colombiane (che rispetto ed ammiro per tutta una serie di motivi) e non lo potrà mai essere. Ma non è nemmeno un canto d’amore delle umane genti italiane (anche loro che per ovvi motivi rispetto ed ammiro) ... e di nuovo non lo potrà mai essere.

Innanzitutto perchè sarebbe oltremodo “cieco” confrontare/comparare due mondi che sono totalmente distanti/distinti fra di loro (caro “anonimo oriundo”). Se si parla di differenze, è perchè, volenti o nolenti, esistono ... ma il giudizio sull’essere “differenza meglio” o “differenza peggio” lo lascio a coloro che avranno modo di viaggiare per la Colombia e provare sulla loro personale pelle ciò che io, semplicemente, riporto. Anche perchè (caro “anonimo sboccato” del quale non ho pubblicato le quattro righe che la tua “cultura” è riuscita a mettere insieme con elevato stile “letterato”) siamo tutti animali soggettivi ... e quello che piace al signor X, non piace sicuramente al signor Y, e così via. Cosa ti da più fastidio? Che in quest’epoca di incertezze io cerchi di stare dalla parte dell’obiettività più che dell’amore incondizionato, o forse ti dà solo fastidio non aver compreso nè la terra nella quale vivi, nè quella nella quale vorresti vivere?

Non lo so e sinceramente non mi importa (me vale cinco, in pratica). Anche perchè in coscienza non ho mai fatto, e non farò mai, l’errore di “confrontare/comparare” la mia terra natìa con la terra che mi ha adottato. "Diverse" lo sono, si. Solo per il fatto di avere avuto altre premesse culturali, sociali, politiche e storiche (e non solo), che sono poi alla base della difficoltà di adattamento dello straniero rispetto al luogo che hanno conosciuto per anni e del quale han fatto talmente l'abitudine da non vedere alcune "ovvietà" che hanno sotto al naso.

http://img.easyvoyage.com/logos/esv/blog/esv_blog_IT.pngPer fortuna c’è anche chi valuta attentamente le notizie che vi riporto su questo blog. E’ il caso del portale di turismo “Easy viaggio”, che ha scelto questo blog come rappresentativo della Colombia per aiutare i propri clienti a valutare un possibile viaggio anche apprendendo dalle notizie che arrivano “dal basso”. Sono contento perché vuol dire che nel mio piccolo un segno l’ho lasciato, anche se questo significherà dover inserire molte piú notizie legate alla Colombia e non solo a Bogotà. Anche in quest’ottica sto cercando di venire a capo a tutta una serie di interviste a italiani che vivono qui in Colombia in realtà diverse (NON “diverse meglio” o “diverse peggio”, attenzione) da quella nella quale io vivo il mio quotidiano.

Ma tornando a Easy Viaggio, nel portale relativo alla Colombia troverete tutta una serie di notizie utili su questa terra, non ultimi hotel, voli e quanto si può volere da un portale dedicato ai viaggi. E’ doveroso dire che senza voi, affezionati lettori che “vivono” con me attraverso queste pagine le vicissitudini bogotane di un italiano, tutto ciò non sarebbe stato possibile. Un grazie davvero di cuore ... e ci sentiamo presto, spero!